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01.02.2018

«Restituiamo il Chiarenzi alla Regione»

L’ingresso dell’ex ospedale Chiarenzi   FOTO PECORA
L’ingresso dell’ex ospedale Chiarenzi FOTO PECORA

«Si rinunci all'usufrutto e si restituisca il Chiarenzi alla Regione prima che l’ex ospedale diventi un rudere in centro paese». Durante l’incontro all’ex municipio organizzato dal centrosinistra per discutere del futuro della casa albergo per anziani e del dismesso nosocomio, Antonio Composta (Zevio bene comune), è tornato a bocciare l’accordo stipulato con Venezia nel luglio del 2016 che affida al Comune l’uso trentennale gratuito di due terzi dell’ospedale di Zevio chiuso dalla riorganizzazione sanitaria. Non c’è stata possibilità di confronto perché, come rilevato dal moderatore della serata, Stefano Fittà, anche lui consigliere comunale di Zbc, in sala erano assenti di rappresentanti dell'amministrazione comunale, pur invitata all'affollato incontro. Secondo Zbc, sono più d’uno i motivi che sconsigliano interventi sul Chiarenzi: una serie di promesse della Regione puntualmente disattese, l’immobilismo dell’ amministrazione comunale, l’alta probabilità che gestire e mettere mano all’ex ospedale si traduca in un una «voragine economica». Viceversa il progetto annunciato dalla maggioranza del sindaco Diego Ruzza è spostare al Chiarenzi la casa albergo per anziani di via Aldo Moro - la cui struttura necessita di adeguamenti interni e non è antisimica - aggiungendoci poi sevizi sociosanitari. «Ma caduta l’ipotesi di adibire la struttura a centro riabilitativo e a ospedale di comunità, accorpare la casa albergo non ha più senso», ha scandito Composta. Critico. L’esponente di Zbc ha proseguito spiegando che risale al 2006 uno studio di fattibilità per adeguare la casa dei nonni alle normative e alle mutate esigenze degli ospiti. Poi al 2008 il prestito regionale di un milione di euro per realizzare l’intervento, prestito decaduto a fine 2015. Quindi al settembre del 2010 l’approvazione del progetto preliminare di adeguamento, inizio lavori previsto nel 2011, spesa 4 milioni e 930mila euro. Infine al 2014 la decisione di spostare la casa albergo all’ospedale. «Solo nel giugno del 2017, però, l’amministrazione Ruzza commissiona uno studio di fattibilità sulla costruzione e gestione della casa albergo all’ex ospedale in partenariato pubblico-privato», ha sottolineato Composta, poi passato a scandire le tappe della «capitolazione» del Chiarenzi, nel 2010 individuato dalla Regione come polo riabilitativo provinciale. Due anni dopo, però, Venezia decreta la riduzione da sette a cinque dei posti letto riabilitativi ogni 10mila abitanti su scala regionale. Ciò, a fine 2015, porta alla chiusura degli 80 posti letto di Zevio. «Nel frattempo la Regione assegna al Chiarenzi 800mila euro per un’auto medica mai attivata, nell’agosto del 2016 promette di finanziarne antisismicità e antincendio. Verso la fine del 2017 approva il piano delle strutture di ricovero intermedio senza assegnare a Zevio posti letto di comunità e hospice, previsti invece a Bovolone», ha concluso Composta. Per Zbc, insomma, i contribuenti zeviani potrebbero trovarsi a pagare spese ingenti per manutenzione ordinaria e straordinaria dei circa 9000 metri quadrati di ospedale in comodato. Come confermato dalla consigliera regionale Oretta Salemi, presente all’incontro insieme alla segretaria provinciale Cgil funzione pubblica Sonia Todesco, sembra caduta anche la possibilità che al vecchio ospedale Chiarenzi siano trasferiti gli uffici della nuova Ulss 9. Invito di entrambe: individuare soluzioni al più presto. •

Piero Taddei
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