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22.02.2018

Premiato il Mule carro «green» per l’agricoltura

I fratelli Fanini e il carro elettrico «Mule 120»  FOTO AMATO
I fratelli Fanini e il carro elettrico «Mule 120» FOTO AMATO

Per direzionarlo, basta manovrare il joystick, la manopola comunemente usata nei giochi elettronici e che trasforma i movimenti di una leva in segnali. Stavolta la leva non serve a giocare ma a lavorare nei campi. Stiamo parlando di un carro raccolta semovente, progettato per lavorare nei frutteti, totalmente elettrico. Proprio con questo modello, l’ultimo, di carro raccolta, il «Mule 120», ideato dalla Tornado atomizzatori dei fratelli Cristiano e Tiziano Fanini, l’impresa ha vinto il premio «Innovazione» 2018, assegnato da Fieragricola e da «L’Informatore agrario» ai prodotti che scommettono su sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, efficienza tecnica ed economica per avere più carte da giocare sui mercati. Il carro semovente a quattro ruote motrici ha una piano di lavoro ad elevazione idraulica con piattaforme laterali e parapetti inclinabili. La velocità va da 0 a 3,5 chilometri l’ora. Il controllo elettronico dei motori è in grado di erogare la potenza richiesta con dolcezza sia in accelerazione che in frenata, con recupero dell’energia in eccesso. Il carro è alimentato da batterie al piombo composte da 18 elementi, per un totale di 36 volt a 320 ampére: «Potenza in grado di fornire energia per un giorno intero di posa e rimozione di reti antigrandine, mentre nella raccolta della frutta la carica può durare per una settimana», spiega Cristiano Fanini. Il contitolare della Tornado aggiunge che il vero punto di forza del carro raccolta è il basso impatto ambientale e l’assenza di vibrazioni, rumori e gas di scarico tipici dei carri diesel di vecchia produzione, riducendo i danni al personale che raccoglie la frutta e posa le reti a protezione dei frutteti, oltre che alle operazioni di dirado e potatura. Rispetto al diesel, l’alimentazione giornaliera del «Mule» scende da una spesa di circa 10 euro, per il propellente, a 2,5 euro per la ricarica notturna delle batterie. Cristiano smentisce che gli accumulatori appesantirebbero notevolmente il peso del mezzo, rendendone più difficile la manovrabilità: «Il nostro carro raccolta è nato espressamente per l’alimentazione elettrica. Perciò sostanzialmente pesa come il diesel». I Fanini sono stati tra i primi in Italia a mettere sul mercato il carro raccolta elettrico. In Val di Non, nota per l’alta concentrazione di meleti, hanno già venduto 180 Mule. Il prezzo del carro raccolta è di poco superiore a quello diesel, tra i 25 e i 30 mila euro. La Tornado atomizzatori è una delle tante imprese a conduzione familiare che formano il tessuto portante della nostra economia. Fu fondata nel 1947 da papà Tiberio. Alla sua morte, nel 1974, la titolarità passò a Luigina Bianchini, sua dinamica consorte. Ora è la volta dei figli. Che alla più che consolidata produzione di atomizzatori per i trattamenti fitosanitari, hanno aggiunto il green. •

P.T.
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