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06.11.2018

Perforati da schegge di bombe Ecco gli elmetti dei trisnonni

La cerimonia del 4 Novembre a ZevioElmetti e altri equipaggiamenti esposti al centro civico
La cerimonia del 4 Novembre a ZevioElmetti e altri equipaggiamenti esposti al centro civico

Piero Taddei «Il nostro obiettivo non era raccogliere testimonianze di particolare valore sulla Grande guerra, ma sensibilizzare i ragazzi e le loro famiglie sui temi del combattentismo, dei conflitti tra Stati, della pace. La partecipazione all’iniziativa degli alunni delle scuole, specie di quelli delle elementari, la disponibilità dei loro insegnanti e, soprattutto, della preside dell’istituto comprensivo, Paola Uboldi, ci induce a ritenere che l’obiettivo è stato colto». Per il vicepresidente dell’ Associazione nazionale combattenti e reduci, lo zeviano Tiziano Migliorini, la serie di celebrazioni indette per il centenario della Prima Guerra mondiale sono da ricordare per la capacità di coinvolgere piccoli e grandi nel ricordare la crudeltà dei combattimenti di trincea. L’evento clou della manifestazione articolata su quasi una settimana di iniziative ha esposto al centro civico una grande quantità di oggetti di stampo bellico riesumati dai dimenticatoi polverosi di famiglia: gavette di tutti i tipi, maschere antigas, pistole, bombe a mano, contenitori metallici per il carburante, baionette, elmetti, qualcuno addirittura perforato da schegge di bomba o proiettili, binocoli, sci, racchette e ciaspole antidiluviane, zaini, antichi fanali ad acetilene usati per dissipare il buio dei camminamenti e tanto altro ancora. Parecchie le fotografie d’ epoca, la corrispondenza dei soldati con le famiglie, con l’amata. Appesi ai pannelli una serie di manifesti facenti parte di un percorso a tema sulla Grande guerra a partire da Sarajevo, l’attentato contro l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria-Ungheria, considerato il detonatore che fece deflagrare il conflitto Ha strappato applausi scroscianti, poi, il concerto eseguito all’ex municipio dal complesso bandistico Tognetti di Perzacco, diretto dal maestro Roberto Gaspari, tutto incentrato sulle musiche di quel periodo. All’epoca fiorirono un’infinità di canti popolari ispirati a sentimenti di tristezza, nostalgia, a ideali patriottici ed eroici. Tra i brani celeberrimi, la banda ha suonato in chiave moderna Era una notte che pioveva, La leggenda del Piave, Sui monti Scarpazi, Campane di San Giusto, La canzone del Grappa, Sul ponte di Bassano. Grande seguito anche per la messa del 4 novembre con deposizione di corona d’alloro al monumento ai Caduti al parco della rimembranza. C’erano i gruppi alpini e le rappresentanze di tutte le organizzazioni combattentistiche del territorio, il sindaco Diego Ruzza, il comandante della stazione dei carabinieri Giovanni Venneri, il gruppo degli uomini dell’Arma in congedo, l’onnipresente banda Tognetti. Qualche giorno prima al monumento ai Caduti la memoria è passata da chi non è più nell’età più verde ai giovani: circa 400 ragazzi delle elementari e delle medie avevano circondato il monumento in castello che simboleggia i morti in guerra non identificati, per recitare collettivamente poesie, temi e lettere dei condannati a morte da un fronte che a un secolo di distanza non ha mai smesso di apparire in tutta la sua disumanità. • P.T.

Piero Taddei
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