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27.02.2018

Murale al sapor di cibo Il più grande del Veneto

Pier Paolo Spinazzé all’opera sul grande muro dell’Apo in località Ponterosso FOTO AMATO
Pier Paolo Spinazzé all’opera sul grande muro dell’Apo in località Ponterosso FOTO AMATO

Pier Paolo Spinazzé si rifà sul muro dell’Apo Scaligera dopo la contesa con il Comune di San Giovanni Lupatoto, che aveva considerato la focaccia gigante da lui dipinta sul muro di una pizzeria una forma di pubblicità (anziché, come preteso dal writer, un’opera d’arte) per la quale la pizzeria stessa avrebbe dovuto pagare la relativa imposta. A qualche chilometro di distanza Spinazzé ha trovato la strada spianata: una superfice di ben 1.110 metri quadrati tutta da dipingere, messa a disposizione da Apo Scaligera. Si tratta di uno dei muri di fiancata della sede dell’Associazione di produttori in località Ponterosso, tra le maggiori realtà ortofrutticole del territorio veronese, sorta nel 1997 dall’unione di importanti cooperative del settore. Lì il writer zeviano, da poco residente a San Giovanni, ha iniziato a dare sfogo alla sua arte di strada raffigurando le fasi della filiera contadina della produzione al consumo. Tempo permettendo, la realizzazione del murale, che stabilirà probabilmente il record di più grande del Veneto, richiederà circa due mesi di lavoro. «Erano anni che pensavamo di ornare la fiancata della cooperativa», dice il presidente dell’Apo Luigi Noro. «Il progetto di Spinazzé ci ha convinto più di quelli presentati da suoi colleghi, raffigurando la trafila agricola dell’agricoltura di casa nostra. In particolare la frutta e gli orticoli prodotti dai nostri soci». La maxi opera realizzata con colori al quarzo, dati a rullo, e con particolari realizzati con bombolette spray, comprenderà il fiume che scorre poco lontano, l’Adige. Poi tanta frutta e orticoli colorati di rosso, verde e giallo: mele, pere, pesche, fragole, asparagi, meloni, zucchine, cetrioli, pomodori, peperoni, angurie e quant’altro ancora coltiva e mette in commercio Apo Scaligera. Il maxi murale aggiungerà pure due simboli di prima grandezza per il mondo contadino: la raffigurazione di un Apecar, il veicolo commerciale a tre ruote usato dal dopoguerra quale mezzo di trasporto da chi non poteva permettersi un mezzo a quattro ruote. Poi un trattore Landini a «testa calda», coi modelli Velit e Bufalo entrati nella storia della meccanizzazione agricola. Spinazzé esulta per il lavoro commissionatogli da Apo Scaligera. «Fortunatamente in zona si stanno creando le condizioni per uno sbocco dell’arte di strada», dice l’artista. Accanto a spazi privati, infatti, lo scorso anno il Comune di Zevio ha dato il via alla prima «galleria» della nostra provincia relativamente alla «street art», concedendo a Spinazzé e ad altri giovani maghi della bomboletta spray l’uso delle pareti di un sottopasso lungo il raccordo di Maccahiove per la Transpolesana. L’artista, poi, ha appena ultimato di colorare con raffigurazioni del genere da lui preferito, il cibo, i muri di una vecchia casa all’ingresso di Santa Maria. La prima trance di disegni era stata completata lo scorso anno per la ricorrenza di San Valentino, festa degli innamorati: un pezzo di formaggio su una grattugia da cui escono una valanga di cuori rossi e lo slogan: «Sei il mio grana». •

Piero Taddei
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