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25.01.2018

Meriti umanitari La Stella d’Italia brilla su Betania

Antonietta Vitale, fondatrice di Betania a Zevio, con la Stella d’Italia donatale da Sergio Mattarella
Antonietta Vitale, fondatrice di Betania a Zevio, con la Stella d’Italia donatale da Sergio Mattarella

L’associazione Betania ha piantato radici in Albania nel 1999 per aiutare a crescere con dignità tanti piccoli orfani. E ora il presidente Sergio Mattarella ne ha premiato l’impegno con la Stella d’Italia. L’alta onorificenza attribuita a quanti hanno acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e collaborazione tra l’Italia e altri Paesi, è stata consegnata dall’ambasciatore Alberto Cutillo a Monica Guarnati, responsabile del centro Betania di Bubq-Fushe Kruie, vicino a Tirana. «La Stella d’Italia va per aver contribuito con grande umanità e costante impegno all’assistenza alle categorie più deboli della società albanese, rafforzando il legame d’amicizia tra i due Paesi e promuovendo la diffusione dell’italiano», ha motivato l’ambasciatore Cutillo, consegnando diploma e insegne dell’Ordine alla direttrice del centro schipetano. Era il 1990 quando la fondatrice di Betania, Antonietta Vitale, fondò nella località Pontoncello un centro d’accoglienza per bambini disagiati, alla luce delle necessità di allora: il centro è diventato, poi, punto di riferimento per gli immigrati che vivevano disperatamente lungo l’Adige e per persone relegate ai margini della società. Fino al 2002, quando la struttura denominata «Il rustico» è stata dismessa, la presenza media giornaliera di extracomunitari si è mantenuta sull’ottantina di persone. Tra loro, un buon numero di piccoli albanesi non accompagnati, giunti in gommone sulle coste pugliesi. Così, nel 1999 i volontari di Betania decisero di accogliere i bimbi senza famiglia, o con un solo genitore, direttamente nei luoghi di provenienza. Da allora il centro di Bubq ha ospitato 250 minori, principalmente neonati, per portarli alla maggiore età, seguirli negli studi anche universitari, indirizzarli al lavoro. Per far affrontare loro la vita dignitosamente, insomma. Il cordone umanitario ha consentito anche ad altri 500 ragazzi, e a tante altre famiglie albanesi, di trovare aiuto dalla solidarietà in arrivo mensilmente dal Veronese: camion pieni di cibo, vestiario, mobili e altro ancora. Intanto a Bubq prendeva forma il villaggio Italia, nel settembre del 2014 visitato da papa Francesco che si trovava in Albania in visita apostolica. Francesco ha fatto visita anche alla chiesetta al centro del villaggio Betania, intitolata a Sant’Antonio, edificata in terra musulmana su progetto dall’architetto Enrica Gulli, che collabora gratuitamente con l’associazione della Vitale. La fondatrice spiega che tutt’ora in Albania c’è emergenza bambini orfani. Aggiunge soddisfatta: «Il riconoscimento del presidente Mattarella ci inorgoglisce dopo tante tribolazioni e il forte impegno messo dai nostri volontari. Non solo: rappresenta uno stimolo a continuare il lavoro svolto in tanti anni con umiltà da persone che giorno e notte si sacrificano con gioia per il prossimo». La benemerita opera di Betania affonda le radici nella spiritualità per dare sostegno anche a italiani soli, senza casa, gruppi familiari, ammalati e convalescenti post ricovero ospedaliero, anziani, a dipendenti da droga, alcol e gioco d’azzardo. Ha accolto profughi fuggiti da guerre e povertà in Nord e Centro Africa, Pakistan, Afghanistan. La sede centrale di Bosco di Zevio, in Corte Santo Spirito, aperta in concomitanza con la chiusura del rustico di Pontoncello, è il cuore di un’opera assistenziale che oltre in Albania conta più centri nel Veronese: a Salizzole, Perzacco, Albaredo, Badia Calavena, San Giovanni Lupatoto. Poi in Basilicata e Sardegna. Nel 2005 Betania ha dato il via anche a un villaggio in Kenya, a Emali, diretto da Paola Guarnati. Lì mancava anche l’acqua da bere. •

Piero Taddei
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