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22.01.2019

Mamma investita, una strada killer

Il luogo dell’incidente dove si è verificato l’investimento di Morena Castagnini, morta a causa dei traumi riportati dall’urto con l’auto DIENNEFOTO
Il luogo dell’incidente dove si è verificato l’investimento di Morena Castagnini, morta a causa dei traumi riportati dall’urto con l’auto DIENNEFOTO

Sgomento in due paesi, a Bosco di Zevio e a Palù, per l’improvvisa scomparsa di Morena Castagnini, 44 anni, investita da una Fiat Multipla domenica alle 18.30. È successo due giorni fa appena fuori dalla frazione zeviana mentre con il marito, Stefano Molinari, stavano rincasando dopo la visita ai genitori di lui. La coppia, il coniuge davanti, la donna dietro, stavano camminando ai bordi della strada, un rettilineo con curva a 90 gradi che conduce a Palù, distante da Bosco un paio di chilometri. Secondo una prima ricostruzione della dinamica, improvvisamente Stefano si è visto sbalzare di fianco, lungo il fossato che separa la carreggiata dai filari di melo, la figura della moglie, centrata dall’auto che, rispettando il senso di marcia, era sopraggiunta alle loro spalle. Inutili i soccorsi dell’automedica e dell’ambulanza del 118, mezzi giunti prontamente. Per la donna non c’era più nulla da fare. A investire la donna, la Fiat multipla, guidata da un pensionato di 70 anni, residente in zona per cause ancora in corso d’accertamento dei carabinieri di Zevio. La donna ha fatto un volo di alcuni metri che non le ha lasciato scampo. Secondo le prime verifiche, la causa sarebbe stata proprio il buio. Ma non è detta l’ultima parola, fanno sapere i carabinieri. Si è in attesa degli accertamenti sul tasso alcolemico del pensionato. Per il momento, l’automobilista non è indagato nè gli è stata ritirata la patente in quanto non sono emerse responsabilità a suo carico almeno fino a ieri sera. Può essere ipotizzabile che l’incidente rientri in un caso fortuito ovvero in quegli eventi in cui non c’è responsabilità di chi è alla guida dell’auto. Si attendono, inoltre, altre verifiche sulla Fiat multipla che è stata sequestrata due sere fa. La famiglia Castagini-Molinari è molto conosciuta nella due piccole comunità: 350 abitanti Bosco, 1.300 Palù. Quasi un tutt’uno dove tutti sanno tutto su chi abita in paese e la solidarietà è eletta a modo di vivere. Il parroco di Bosco, don Sergio Carrarini, è sgomento. Il sacerdote rivela di essere stato lui, ormai quasi due decenni fa, a sposare Morena e Stefano: «Morena», dice, «ha sempre insegnato catechismo, partecipato alla vita del coro e degli altri gruppi parrocchiali. Entrambi i coniugi, inoltre, facevano volontariato. Ultimamente frequentavano di più la parrocchia di Palù perché il loro figlio è iscritto là al catechismo». La donna era mamma di un ragazzo di 16 anni e casa Molinari è appena oltre il confine con il vicino Comune. Interpretando il pensiero di tutti, don Sergio aggiunge: «Morire così, lungo la strada, è devastante, anche perché Morena aveva solo 43 anni, un figlio ancora in giovanissima età». E aggiunge: «Con il marito era impegnata a portare avanti l’azienda zootecnica del padre scomparso qualche mese fa. Una tragedia del genere spiace anche per un secondo motivo: pure l’investitore è uno del paese». Fatalità. L’automobilista si era messo alla guida della sua Meriva 300 metri prima del luogo dell’incidente e, per quanto se ne sa, sembra non abbia visto i due pedoni sul ciglio della strada. Se si esclude quello di più di un decennio fa, quando, sempre di notte, fu investito e ucciso un uomo in bicicletta, un immigrato, incidenti così gravi a Bosco non si sono mai verificati. «Fa star male, ora, pensare a una ancora giovane vita stroncata dal destino. Non so dove sarà celebrato il funerale, certo è che anche Bosco ricorderà coi tanti amici la figura di Morena», conclude don Carrarini. Sconcerto pure nelle parole del sindaco Diego Ruzza. «Conoscevo bene entrambi i coniugi, persone splendide, disponibili nel settore del volontariato e dei donatori di sangue», premette il primo cittadino prima di rivelare d’aver giocato a calcio per tanti anni con Stefano. «La tragica fine di Morena ha segnato profondamente la collettività. Tutta l’amministrazione comunale si stringe intorno alle famiglie Castegini Molinari in questo momento di grande dolore» afferma. Alberto Campedelli, buon conoscente della coppia, ricorda le frequentazioni della palestra della frazione da parte di Morena e le sue lunghe camminate intorno al paese. «Evidentemente era per una vita sana. Lei e il marito erano sempre cordiali e rispettosi con tutti Nonostante i gravosi impegni familiari, specie da dopo la scomparsa del padre, la donna non esitava ad offrirsi per accompagnare in auto i bambini agli incontri tra coetanei». •

Pietro Taddei
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