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17.02.2018

Il Consiglio dei ragazzi mette il naso in discarica

Il consiglio comunale dei ragazzi di Zevio con le prof Scandola e Conti, e la rappresentante del Comune, Zambonini
Il consiglio comunale dei ragazzi di Zevio con le prof Scandola e Conti, e la rappresentante del Comune, Zambonini

Come San Tommaso, il consiglio comunale dei ragazzi di Zevio, capeggiato dal sindaco Mattia Salà, ha voluto mettere il naso... in discarica per appurare pregi ed eventuali punti deboli dell'impianto di Ca’ Bianca gestito da Inerteco, frequentemente meta di scuole e gruppi di allievi di università. Ma anche preso a modello da delegazioni di Paesi in via di sviluppo. Va sottolineato che i rifiuti stoccati a Ca’ Bianca non sono di tipo urbano né riciclabili, bensì speciali. Nella categoria rientrano materiali inerti, tipo terreni contaminati da metalli pesanti come piombo, cadmio e rame, oppure fanghi di depuratori o provenienti da lavorazioni industriali come quella del marmo. «Qui da noi non ci sono gabbiani», hanno rilevato il direttore dell'impianto, l’ingegnere Andrea Bonafini, Elena Bordignon e Annalisa Lonardi, che rispettivamente si occupano della valutazione dei rifiuti in ingresso in discarica e dell'accoglienza dei gruppi scolastici in visita. Segnalando l’assenza degli uccelli marini che però non disdegnano di nutrirsi anche nell’entroterra, i tre esperti hanno voluto far notare che Ca' Bianca ingurgita esclusivamente materiali inerti «privi di odori». Bonafini, Bordignon e Lonardi sono quindi passati a smontare pezzo per pezzo l'idea maturata dai ragazzi sulle discariche: luoghi tristi, puzzolenti, pieni di confusione perché ingombri di macchinari e di materiali non più utilizzabili. «Il nostro impianto, invece, è un ambiente ordinato che risponde alle normative, con accessi controllati, box di stoccaggio provvisori nell’attesa della doppia verifica sulla compatibilità dei materiali in ingresso», hanno puntualizzato Bonafini, Bordignon e Lonardi. «Gli stoccaggi definitivi garantisco poi la tracciabilità del rifiuto. I catini di contenimento dei lotti attraverso più strati di argilla e teli di plastica sono collaudati per evitare l'inquinamento delle falde. Il percolato derivante dal dilavamento dei rifiuti da acqua piovana è raccolto e inviato al trattamento. Assicuriamo controlli ai pozzetti per la captazione del biogas». Ancora: «I cumuli giunti a fine capacità sono coperti da teli impermeabili sovrastati da terra a prato, per una maggiore compatibilità paesaggistica. Eseguiremo controlli post mortem della discarica per trent’anni. Il tutto sotto l'occhio vigile del controllore esterno indipendente, di Ulss e Arpav». Il Consiglio dei ragazzi si è mostrato particolarmente interessato al funzionamento dell'inertizzatore, la grande struttura su 4.800 metri quadrati recentemente attivata da Inerteco e capace di trattare 60mila tonnellate l’anno di rifiuti solidi o fangosi, più altre 20mila tonnellate di rifiuti pulverulenti. Bonafini ha spiegato che il processo di stabilizzazione si ottiene attraverso trattamenti chimico-fisici. Il benvenuto al Consiglio dei ragazzi, accompagnato dalle professoresse Teresa Scandola e Paola Conti (assessore alla cultura) e dalla rappresentante del Comune, Chiara Zambonini, l’ha dato dal titolare di Inerteco, il geometra Daniele Bertoli. •

Piero Taddei
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