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sabato, 22 settembre 2018

Fuoco nella ditta di stoccaggio rifiuti dell’Amia

Vigili del fuoco di Verona impegnati nello spegnere l’incendio dei materiali stoccati alla Transeco FOTOSERVIZIO DIENNE

Incendio alla Transeco di Zevio. Un altro. E il primo pensiero, appresa la notizia è che l’ombra di incendi sospetti sul nostro territorio si continui ad allungare. In realtà, almeno questa volta, pare che davvero si tratti di fiamme dovute all’autocombustione. Ma saranno le relazioni che i vigili del fuoco depositeranno nei prossimi giorni a far luce sulle cause. Ieri mattina, nella ditta, che è una società controllata da Amia, c’erano già una ventina di operai al lavoro. Ed è stata questa la fortuna. Perchè quando il fumo nero ha iniziato a levarsi dalla struttura in cui viene accatastato il materiale di risulta dei rifiuti ingombranti speciali e non pericoloso o carta, accatastati, gli operai sono subito intervenuti. «Adesso vedete tutto il materiale così», ha detto ieri mattina Ennio Cozzolotto, il direttore dello stabilimento, «ma i danni sono molto limitati. I vetri per esempio, li abbiamo rotti noi, per far uscire il fumo. Le fiamme si sono manifestate alle 9, e subito è stato dato l’allarme al 115. La centrale operativa dei vigili del fuoco ha inviato sul posto quattro mezzi e 13 unità. Che hanno lavorato fino al primo pomeriggio prima spegnere l’incendio, e poi con il rostro, gli operai hanno smassato 60 tonnellate di materiale, mentre i vigili del fuoco continuavano a gettare acqua. L’incendio si è sviluppato in un edificio aperto su un lato, una sorta di grandissima tettoia, che ha il lato posteriore con vetri posizionati in alto. «Credo si tratti di autocombustione, questo materiale con alte temperature fermenta e può far partire incendi», ha detto Cozzolotto, «per fortuna è accaduto di mattina e quindi in servizio c’erano una ventina di operai che si sono subito adoperati per spegnere le fiamme. Se fosse accaduto di notte, sarebbe stato peggio. Noi abbiamo un guardiano da quando ci sono stati gli incendi, ma da solo, avrebbe potuto fare poco, di notte poi il fumo non si sarebbe notato subito». Sul posto anche Arpav e carabinieri. Ogni anno, qui, vengono selezionate e cernite 30mila tonnellate di materiale da parte dei 25 dipendenti della struttura. La Transeco ha un volume d’affari di 5,2 milioni di euro all’anno. Attraverso alcuni impianti di proprietà, l’azienda zeviana è in grado di stoccare e trattare ogni tipologia di rifiuto speciale non pericoloso, proponendosi come punto di riferimento nel settore delle bonifiche e nel ripristino di siti inquinati. Partecipa al progetto pilota «Il Po d’Amare», operazione di prevenzione volta a intercettare i rifiuti marini (i cosiddetti marine litter) prima che dal maggiore fiume italiano si riversino nell’Adriatico. Questo è il terzo incendio alla Transeco, il primo nell’agosto 2011, poi nel luglio del 2015 e ieri. Sempre nella stessa zona dell’azienda, il capannone aperto. I fatti, spinsero i deputati del Pd, Vincenzo d’Arienzo ed Alessandro Naccarato, a interrogare l’allora ministro dell’Interno, Angelino Alfano, su una serie di roghi. •