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28.01.2018

Defibrillatore in dono in ricordo di Samuele

L’illustrazione del funzionamento del defibrillatore, con un manichino, alla scuola di Campagnola
L’illustrazione del funzionamento del defibrillatore, con un manichino, alla scuola di Campagnola

Piero Taddei Sono riusciti a trasformare il dolore per la perdita del figlioletto Samuele in un’opportunità per i suoi coetanei. Nella fattispecie gli alunni della scuola elementare di Campagnola, attigua alla frazione lupatotina di Raldon in cui lo sfortunato bambino, nato cardiopatico grave, è vissuto fino a un anno fa assieme alla sorella Jessica, a mamma Alessia e al papà Matteo. Alla scuola di Campagnola la famiglia Tomelini e l’associazione Il grande cuore di Moreno hanno infatti regalato un defibrillatore a misura di ragazzino. Lo strumento salvavita è il terzo ad arrivare in zona dopo i due già donati alla materna e all’elementare di Raldon. Tutti nel segno di Samuele, fino all’ultimo istante rimasto aggrappato a una vita che l’aveva fatto nascere con limitazioni non di poco conto, diagnosticate già al quinto mese di gravidanza. Tanti, con insegnati e mamme e papà, i coetanei dello sfortunato bimbo presenti alla cerimonia di consegna del defibrillatore nella palestra di Campagnola. C’erano anche il sindaco di Zevio Diego Ruzza, il suo vice Gabriele Bottacini, gli assessori Paola Conti e Michele Caneva, la vicepresidente dell’istituto comprensivo Lia Valente, la presidente del Consiglio comunale Katia Leonardi, il parroco di Raldon e di Campagnola Fabrizio Maffessanti, i pediatri che hanno avuto in cura Samuele: Giovanni Fabriano e Gianpaolo Miglioranzi. Ruzza ha elogiato la determinazione dei coniugi Tomelini e della fondazione Il grande cuore di Moreno nel portare avanti il benemerito progetto volto a donare strumenti salvavita alle scuole. Papà Matteo ha poi ricordato che, a dispetto degli infausti pronostici medici, Samuele aveva resistito a cinque interventi chirurgici e che solo gravi complicazioni a fegato e intestino gli avevano impedito il trapianto di cuore. «Nonostante una vita passata perlopiù all’ospedale, con tempi scanditi dagli orari delle medicine, nostro figlio è sempre stato un bambino felice, positivo, desideroso di scoprire e imparare. Ci ha insegnato a non abbatterci mai e ad avere sempre il sorriso sulle labbra», ha aggiunto il padre del piccolo dal cuoricino «pazzo». CON PAROLE vicine al sentire dei ragazzi la dottoressa Maria Antonia Prioli, cardiologa pediatrica dell’ospedale di Borgo Trento, ha quindi magnificato la straordinaria resistenza della «macchina» cuore. Con l’ausilio di un manichino, Francesco e Anna Miglioranzi dell’Associazione italiana soccorritori di Zevio, hanno poi illustrato il funzionamento del defibrillatore. Bruno Pirocca, coordinatore de Il grande cuore di Moreno, ha sintetizzato il senso della donazione con la frase «L’amore va oltre la morte». Il coordinatore ha concluso rivelando che la sua fondazione ha già regalato ad altrettante scuole una dozzina di defibrillatori e che sta per aggiungere strumenti in grado di determinare il limite entro cui i bambini cardiopatici possono praticare l’esercizio fisico all’ospedale di Borgo Trento. Lo stesso progetto ha già reso disponibile una psicologa a sostegno delle famiglie pre e post interventi chirurgici. I soldi necessari stanno arrivando grazie alle donazioni del 5 per mille: codice fiscale 93218130230. Prima, c’era stato un minuto di raccoglimento per ricordare Samuele, Diego Vargiu, 9 anni, morto lo scorso dicembre, che frequentava la scuola di Campagnola, e Giulia Nicoli, 6 anni, di Veronella, scomparsa pochi giorni fa, pure lei causa cardiopatia congenita. •

Piero Taddei
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