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13.12.2017

Campostrini ha mira per le olimpiadi 2018

Il Consiglio comunale loda ufficialmente Giulia Campostrini, la diciassettenne di Santa Maria che si è qualificata alle olimpiadi giovanili 2018 di Buenos Aires nel tiro con pistola, categoria juniores. Ad inizio assemblea, infatti, il sindaco Diego Ruzza non ha usato mezzi toni nell’elogiare la giovane atleta del Tiro a segno Verona che frequenta il liceo delle scienze umane Carlo Montanari. In sala, c’erano anche mamma Sabrina, papà Elvio e la sorella Marina. La tiratrice di precisione è apparsa emozionata nel trovarsi a Palazzo per ricevere le congratulazioni del primo cittadino e, quale dono, l’immagine del visconteo castello, simbolo del paese. Rispondendo a Ruzza, Giulia ha fatto sapere d’essersi avvicinata piano piano al tiro a segno, nelle specialità ad aria compressa sui 10 metri e nel tiro con pistola standard, che usa cartucce vere e proprie. Il «pass» per le Olimpiadi viene da un 2017 sfavillante per Giulia: ad aprile arrivò terza al campionato europeo giovanile a squadre di Maribor, in Slovenia. Poi, prima alla gara internazionale Coppa delle Alpi, a Monaco. Bronzo a giugno ai mondiali di Suhl, città della Turingia, in Germania, con in pedana atleti di 65 Paesi. A luglio altro oro, ai campionati europei a squadre di Bakù, nella specialità pistola sportiva a squadre, con Rebecca Lesti di Jesi e Maria Varricchio di Benevento. Contemporaneamente, Giulia ha trovato il tempo per arrivare terza in una competizione con pistola ad aria compressa, dietro alle rivali di Russia e Francia. Tutto ciò le ha portato la convocazione ai Giochi olimpici giovanili (Youth olympic games) che si svolgeranno nella capitale argentina dal 6 al 18 ottobre 2018. Spinta dal padre appassionato di tiro, la giovane atleta ha iniziato a sparare con la pistola a 13 anni. Le prime competizioni e le prime vittorie sono del 2013. La convocazione in nazionale arriva nel 2014, a 14 anni. Da allora, è stato un continuo crescendo di allori e soddisfazioni. Pure mamma Sabrina si mise ad accompagnare al poligono la figlia che è stata allieva, per un periodo, di Roberto Di Donna, campione olimpico di tiro con pistola. Giulia confida che, per lei, il tiro di precisione è un divertimento, nonostante l’ansia di controllare le emozioni e la concentrazione quando sale in pedana. «Non basta alzare il braccio e sparare: è indispensabile gestire l’agitazione e la gara per ambire alla vittoria, che può sempre arrivare», spiega ancora Giulia. In altre parole, è indispensabile stringere i denti per andare avanti. «Non solo: serve anche avere cuore e cervello», puntualizza la campionessa. Cosa conta di fare a Buenos Aires, Giulia? «Spero in un buon piazzamento. Intanto ho aumentato la preparazione a scapito della scuola». L’atleta zeviana si allena tre volte la settimana e la domenica partecipa sistematicamente a gare, tempo il più delle volte sottratto agli studi. Già, come va a scuola? «Me la cavo, nonostante le assenze. Il preside e i professori sono molto comprensivi verso i miei impegni». La diciassettenne ha già le idee chiare sul suo futuro: «Nella malaugurata ipotesi che non riesca nel tiro, farò il medico». In entrambi i casi, la precisione è indispensabile. • P.T.

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