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28.02.2018

Campagnola in allarme Si teme presenza di Pfas

Discarica di Ca’ Bianca, anche il Comitato attende risposte in Consiglio comunale
Discarica di Ca’ Bianca, anche il Comitato attende risposte in Consiglio comunale

Dopo il centrosinistra (Zevio bene comune), anche il comitato di Campagnola attende di sapere se l’acqua di falda della frazione sia contaminata da Pfas. La portavoce del Comitato contro la discarica per rifiuti speciali di Ca' Bianca, Dania Marastoni, rivela d’aver spedito, un mese fa, al sindaco Diego Ruzza, una richiesta urgente di controlli sulle acque dei pozzi privati a monte e a valle dell’impianto di stoccaggio, senza aver finora ottenuto risposta. Considerate le insistenti notizie circa contaminazioni da Pfas alle acque di falda in Comuni veronesi, vicentini e padovani anche al di fuori dell’area considerata contaminata, il comitato si dice «fortemente preoccupato» sulla possibilità che il danno ecologico possa verificarsi anche a Zevio: questa la premessa della missiva recapitata al primo cittadino. Nella quale si aggiunge: «In recenti analisi, l’Arpav ha rilevato che a Ca’ Bianca vi sono concentrazioni di Pfas molto alte nei campioni di percolato prelevati in discarica e ha riscontrato la presenza di sostanze perfloruro alchiliche anche nelle acque di falda dei pozzi di controllo sul perimetro della discarica, talvolta con valori superiori ai limiti». La lettera al Comune prosegue sottolineando che «oltre che per scopi privati, le acque sono usate anche nell’irrigazione per la crescita dei prodotti agricoli che arrivano sulle tavole dei consumatori». L’appello scritto chiude invocando verifiche «tempestivi monitoraggi a tutela della salute pubblica». IN QUESTI GIORNI, Marastoni ha precisato che una settimana fa il Comune l’ha contattata chiedendo nominativi di privati disponibili a sottoporre i loro pozzi a controlli. «Ma nessun agricoltore di nostra conoscenza vuole farli», spiega la portavoce del Comitato, «perciò al Comune abbiamo chiesto che sia lui a richiedere questa disponibilità in maniera ufficiale, ritenendolo più titolato». Con un’interrogazione consiliare, nei giorni scorsi l’allarme Pfas era stato lanciato anche dall’intero gruppo consiliare di «Zevio bene comune». Il timore palesato del centrosinistra, alla luce dei riscontri Arpav a Ca’ Bianca, era che «il fondo della discarica possa non essere integro». Ipotesi subito smentita da Luigi Biondaro, legale della ditta «Inerteco» che gestisce l’impianto: il responsabile, infatti, rispose che il percolato di tutte le discariche contiene Pfas. Ma che per quanto riguarda Ca' Bianca, «questo liquido è esportato e trattato in appositi impianti». Biondaro ha peraltro fatto sapere che «Inerteco» è disponibile ad eseguire controlli aggiuntivi ai prescritti. Quindi aveva sostenuto che sia a monte che a valle dell’impianto per i rifiuti «i quantitativi di Pfas sono identici a quelli di tutte le acque di falda, in percentuali molto inferiori ai limiti fissati per il consumo umano». Il sindaco Diego Ruzza dirà dunque la sua durante il Consiglio comunale che si terrà domani dalle 18. L’ordine del giorno dell’assemblea comprende l’interrogazione di «Zevio bene comune», ma anche quella su se sia il caso di spostare la casa albergo per anziani al Chiarenzi. Si parlerà poi di quale sia la strategia dell’amministrazione comunale circa l’eventuale uso della struttura dell’ex ospedale ricevuta in comodato d’uso dalla Regione. •

Piero Taddei
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