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15.05.2018

Cade il pioppio, preoccupati i visitatori

Il pioppo caduto sulla panchina nel parco del Pontoncello
Il pioppo caduto sulla panchina nel parco del Pontoncello

«Fortuna che non c’era seduto nessuno quando la pianta si è schiantata». È il commento di quanti dalla pista ciclopedonale sulla sommità dell’argine dell’Adige guardano in giù e lungo l’ampio sentiero ricavato sull’unghia del terrapieno che delimita il parco naturale di Pontoncello, intravvedono una panchina metallica accartocciata dal crollo di un pioppo di considerevoli dimensioni. La panchina in questione si trova nella parte di parco ricadente sul territorio di Zevio. Che con i Comuni di San Martino e San Giovanni Lupatoto ha dato vita al Pontoncello su un’area golenale di 350mila metri quadrati. Il pioppo adulto, alto un decina di metri, ha sfondato la panchina dopo essersi spaccato in due probabilmente perché sospinto dal vento e dai temporali dei giorni scorsi. Se appunto in quel momento qualche frequentatore del sito si fosse seduto proprio lì, a tirare il fiato o a contemplare il verde, come minimo sarebbe finito all’ospedale. La pianta è rovinata sulla panchina circa un mese e mezzo fa, ostruendo il largo sentiero. L’episodio e la finora mancata rimozione ha dato adito a domande sulla gestione del parco. Il potenziale pericolo costituito da piante pericolose o morte è questione che tiene banco tra chi si aggira in zona. Va considerato che il pezzo zeviano del Pontoncello è quello a maggiore tutela, contando il maggior numero di vecchie piante. La superficie di San Martino Buon Albergo, invece, annovera gli alberi più giovani. Mentre l’area di San Giovanni Lupatoto è ritenuta quella a maggiore fruizione. In risposta alle accuse che lamentavano incuria e degrado dell’oasi naturale, all’inizio dello scorso dicembre il presidente del Pontoncello, il lupatotino Roberto Facci, aveva inviato a guardare al sito golenale non come un classico parco urbano disseminato di panchine, bensì come un’area in cui la flora autoctona può crescere incondizionatamente. In quell’occasione Facci dichiarò che le piante morte ad alto fusto sarebbero state abbattute e lasciate a decomporsi sul posto, per così incrementare l’ecosistema. Ma tutto è rimasto com’era, al momento. Tempo fa era stato annunciato che a primavera ci sarebbe stata anche l’inaugurazione ufficiale del parco, pure quella rimasta lettera morta finora. L’assessore zeviano all’Ecologia, Paola Conti, taglia corto e dice: «Stiamo lavorando per far correre il parco. Attualmente il Comune capofila, San Giovanni Lupatoto, deve bandire una gara d’appalto per affidare gestione, promozione e manutenzione del parco. Nel frattempo ogni ente locale provvede nella sua area di competenza». Intanto, dunque, ai visitatori del polmone verde non resta che attendere e, nel frattempo, sperare nella buona sorte. •

Pietro Taddei
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