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13.03.2019

Ca’ Bianca, Zenatti ribatte a Bertoli

Impianti della discarica di Ca’ Bianca
Impianti della discarica di Ca’ Bianca

«San Giovanni non ha bisogno della discarica di Ca’ Bianca. Fino a 30 anni fa l’area vicina alla caserma dei carabinieri era terreno agricolo. Qualcuno vi ha portato materiali inerti tipo calcinacci, fino a quando il Comune non l’ha recintata. Quindi lì non sono sepolti rifiuti pericolosi». Colpo su colpo nella vicenda della discarica di Ca’ Bianca: l’esponente del Wwf Ezio Zenatti, amministratore lupatotino dal 1985 con l’allora sindaco Betti e successivamente con Taioli, replica alla presa di posizione di Daniele Bertoli, titolare dell’impianto zeviano nei pressi di Campagnola e del Comune lupatotino. Nei giorni scorsi Bertoli, titolare della Inerteco, facendo riferimento a siti sedi di smaltimenti abusivi a San Giovanni Lupatoto, aveva polemicamente sostenuto che talvolta i sindaci preferiscono tenersi l’inquinamento anziché procedere a bonifiche. E aveva fatto il nome di Attilio Gastaldello, prima cittadino lupatotino. Lo sfogo dell’imprenditore era avvenuto in seguito al pronunciamento del Consiglio di Stato che ha fermato l’ampliamento della discarica zeviana per 300 mila metri cubi, giunto a metà dell’opera. L’aumento di rifiuti a Ca’ Bianca era stato autorizzato dalla Regione per sostenere i costi del risanamento di Isola Rizza, ma i tre Comuni di San Giovanni Lupatoto, Oppeano e Povegliano avevano fatto ricorso. «Facile prendersela con i nuovi amministratori, che inevitabilmente non conoscono bene il passato», dice Zenatti. Che poi ammette: «Certo, anche all’ex Cromatura scaligera, ci sono stati inquinamenti da cromo esavalente e quindi la zona è da risanare, ma non conferendo i rifiuti a Ca’ Bianca, perché tossici, tipologia non ammissibile a Ca’ Bianca, discarica per stoccaggi di speciali». Per l’ex amministratore lupatotino l’impianto zeviano «è finito, quindi va chiuso definitivamente. Inutile cercare rifiuti in giro per farlo andare avanti. Troppo comodo dire che visto che la discarica c’è manteniamola in attività. Il Comune di San Giovanni non è come quello di Zevio, favorevole all’ampliamento perché porta soldi nella casse comunali». «La zona di Campagnola ha già tanti problemi ambientali», osserva ancora Zenatti, alludendo alla presenza del confinante polo siderurgico di Vallese e al traffico della Transpolesana, che lambisce la frazione. L’ex amministratore conclude prospettando la sua ricetta per il risanamento di Cava Bastiello: «Il Comune di Isola Rizza proceda pure ma attivando una discarica sul proprio territorio, non pensi di portare le immondizie in casa d’altri». Intanto per mercoledì 20 marzo, alle 20.30, il Comitato di Campagnola per il no alla discarica di Ca’ Bianca ha indetto un’assemblea pubblica al centro comunitario di Raldon. Obiettivo: fare il punto sull’impianto per rifiuti speciali gestito da Inerteco alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, ha bloccato l’ampliamento degli stoccaggi. •

Piero Taddei
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