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24.10.2017

Vittoria bis per Mosconi
Altri 3 bicchieri eccellenti

Marco Mosconi nel suo vigneto
Marco Mosconi nel suo vigneto

L’anno scorso fu una sorpresa che coronò i 10 anni di attività dell’azienda agricola Marco Mosconi; quest’anno, i tre bicchieri del Gambero Rosso forse non li attendeva, ma il giovane imprenditore illasiano li ha ricevuti ancora con il Valpolicella Superiore 2013.

Altra annata, rispetto al Superiore 2012, ma stessa eccellenza: «In realtà ho trovato lo stile che mi piace», dice modestamente, convinto che tutto nasca dal campo dove ha avviato, da quest’anno, solo coltivazione biologica, valore in più che fra aggiungerà al suo vino, già ora prodotto secondo buona agricoltura, rispettosa di ambiente e salute dei consumatori.

«Mi sorprendo ogni anno di quanto influiscano clima, pratiche non invasive, rispetto dei ritmi della terra e della vegetazione. Pensiamo di decidere tutto noi, di essere creatori di ciò che presentiamo, in realtà c’entrano cosmologia, luna e costellazioni, temperatura, umidità; lo dico tra me e il mio vino, non so se sia facile da accettare da tutti». Il segreto che è riuscito a tappare in bottiglia è il «profumo di Verona» e di questo territorio: «Questa è l’autenticità, il tocco in più che posso dare io, e questa è la soddisfazione che mi viene dai riconoscimenti: che questa strada piaccia anche fuori di qui». Del suo Valpolicella Superiore dice: «Un vino austero e autentico. Si sente che non è per piacere a tutti, ma solo a chi cerca l’unicità».

Il Gambero Rosso ha premiato con i tre bicchieri per il Valpolicella Superiore solo Marco Mosconi, con l’annata 2013, Campo Casal Vegri ’15, dell’azienda agricola Ca’ la Bionda di Valgatara, e il Ripasso Campo Ciotoli ’15 - I Campi di Flavio Prà, anche questo di Illasi; tutti gli altri premiati, riguardano solo Amarone dal 2007 al 2013.

Purtroppo per i buongustai, tutto il Valpolicella Superiore 2013 di cantina Mosconi è tutto venduto, già a settembre quando il viticoltore ha annunciato la disponibilità delle bottiglie prodotte: «Sono ancora limitate ma vorrei aumentare gradualmente il passo», annuncia Mosconi, «non voglio vinificare per il mercato ma che il vino prima di tutto piaccia a me. Oggi si preferisce un vino costruito, con zuccheri e fermenti che nascondono i difetti ma la vera espressione del territorio non nasce dagli alambicchi della cantina bensì da coltivazione biologica e biodinamica che tiri fuori il meglio dall’uva e trovi la vera espressione del territorio, il più possibile senza bisogno di tecnologie. Certo, si può incappare in annate che tra loro molto diverse ma è questa, per me, l’essenza e lo straordinario del vino: che si senta nel suo gusto l’estate torrida o piovosa, il terreno arido e sassoso o morbido e grasso». Si sente che il Valpolicella Superiore 2013 è nato fra le scaglie del Monte Guala e la collina di Mezzomonte, terre austere: il vino ha lo stesso timbro.V.Z.

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