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17.10.2017

Porte aperte a Bruxelles
per le petizioni di Zanchetta

Sono state accolte tutte le sette petizioni che l’illasiano Rodolfo Zanchetta ha presentato alla Commissione europea e potrebbero presto essere discusse in Parlamento.

È stato invitato a Bruxelles per illustrarle alla Commissione per le petizioni, che esamina le richieste dei singoli cittadini e delle associazioni o gruppi, per valutarne la congruità con gli obiettivi e le finalità dell’organismo sovranazionale.

Passato questo primo esame, le petizioni sono ora a disposizione del Parlamento, che potrebbe affrontarne la discussione. Infatti l’esito varia a seconda della natura delle petizioni: la Commissione può intervenire con lo Stato membro per trovare una soluzione o avviare una procedura d’infrazione fino a portare a una sentenza della Corte di giustizi. O ancora può dar luogo a un’iniziativa politica del Parlamento o della Commissione.

Zanchetta aveva presentato le petizioni in qualità di addetto alle pubbliche relazioni della sede di Verona dell’Associazione consumatori europei. Chiedeva che fossero stabilite regole precise sui confini marittimi, deliberando severe penalità per coloro che li oltrepassano senza autorizzazione e che lo stesso principio fosse applicato anche ai confini terrestri.

La seconda chiedeva che le navi che raccolgono profughi in mare li portassero verso i porti dei rispettivi paesi di cui battono bandiera. Nella terza era richiesto un incremento di carcerazione per gli scafisti colti in flagranza di reato e la distruzione delle loro imbarcazioni. La quarta petizione chiedeva una precisa regolamentazione sulle organizzazioni non governative per impedire che il loro operato faccia da copertura al gioco dei trafficanti di esseri umani.

Le ultime tre petizioni interessavano il commercio e la produzione agricola: chiedendo la revoca dei regolamenti europei che autorizzano interventi chimici sul dna degli alimenti e poi la revoca dell’accordo Ceta fra Unione Europea e Canada che favorisce le grandi lobby industriali dell’alimentare, mentre l’ultima invitava l’Unione a fare pressione sulla Repubblica popolare della Cina e su altri Paesi perché adottino sindacati liberi.

«Mentre tutti i partecipanti indossavano vestiti consoni alla circostanza, io portavo la maglia che la Comunità europea mi aveva consegnato nel 1981, dopo aver partecipato alla Marcia europea di circa 480 chilometri, Londra-Bruxelles per far conoscere e sensibilizzare i cittadini sulla nuova realtà comunitaria», sottolinea Zanchetta con una punta d’orgoglio, avendo partecipato a diverse di queste marce.

I 34 cittadini che erano stati convocati per esporre le loro petizioni (tra i quali ben 15 i tedeschi e 4 gli italiani), sono stati dotati di cuffie a cui arrivava la traduzione simultanea nella lingua prescelta degli interventi del presidente della Commissione o dei presentatori di altre petizioni.

«Non ho avuto più di dieci minuti a disposizione e non ci sono state da parte dei membri della Commissione obiezioni particolari o dissenso e il presidente le ha potute accogliere nella loro interezza», precisa Zanchetta, che è già al lavoro per verificare che l’iter delle petizioni proceda spedito verso la discussione parlamentare. V.Z.

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