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11.09.2018

Morto sul trattore «Claudio era uomo molto generoso»

Mentre tutto intorno è un fermento di gente intenta alla vendemmia, porte e finestre sono chiuse e c’è un silenzio irreale nell’antica corte di via Maglio dove abitava Claudio Dal Conte, 38 anni, morto sotto il trattore sul quale stava lavorando in un oliveto preso in affitto sulle Torricelle. La morte risale al pomeriggio di domenica, ma solo verso sera, quando i familiari non lo hanno visto tornare, sono stati sul posto e hanno potuto chiamare i soccorsi, ormai inutili. Claudio viveva con la madre che era rimasta vedova quando lui era adolescente e lo aveva cresciuto assieme al fratello più giovane, Davide, a pane e fatica. I due ragazzi sono entrati presto nel mondo del lavoro, Claudio in un’azienda di prefabbricati in cemento fra Caldiero e Belfiore, e Davide alla Ferroli di San Bonifacio. Con il fallimento della prima, Claudio si è dovuto reinventare contadino per poter portare a casa uno stipendio: i pochi ettari di famiglia non erano sufficienti e così ha cominciato a lavorare appezzamenti in affitto a Cazzano di Tramigna, Badia Calavena, perfino sulla collina di Verona. Il numero di terreni affittati dai proprietari è cresciuto dal momento in cui anche Davide, che invece è sposato e padre di due bambine, è rimasto senza lavoro dopo la crisi della Ferroli dov’era assunto. Così, per mantenere le due famiglie, i fratelli si sono uniti, collaborando nel lavoro e incrementando la superficie in affitto. «Claudio era un ragazzo straordinario», dice un vicino che ha comperato un terreno coltivato a vigneto a pochi passi dall’abitazione di Dal Conte, «e quando ho avuto bisogno si è sempre prestato volentieri per aiutarmi, senza mai voler nulla in cambio. Davvero uno spirito generoso come se ne trovano pochi», aggiunge, «generoso anche di consigli sulle tecniche di coltivazione che a me hanno sempre fatto piacere perché era un gran lavoratore e veramente appassionato di quello che faceva e proponeva. Mi spiace per la mamma, che già da giovane ha dovuto affrontare la morte del marito». È vicina alla famiglia anche la sindaca di Cazzano Maria Luisa Guadin: «Mi spiace molto per la mamma che ha sofferto già molto e ha allevato da sola i due figli. Claudio aveva una vera passione per l’agricoltura: lì aveva riposto tanti suoi sogni e soddisfazioni». •

V.Z.
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