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16.05.2018

Le rette uguali per tutti valgono bene una festa

Un momento della serata cui hanno partecipato anche deputati e vertici dell’Ulss9 e di Confcooperative
Un momento della serata cui hanno partecipato anche deputati e vertici dell’Ulss9 e di Confcooperative

Un brindisi per festeggiare la fine delle disparità nelle quote delle rette per le persone disabili dei Centri educativi occupazionali diurni ma anche per affidare ai parlamentari veronesi la proposta di legge contro la falsa cooperazione: ha avuto questi significati l’incontro voluto da Federsolidarietà al Monscleda daily care di Roncà per il via ufficiale alle rette standard per le persone disabili dei Ceod. Un brindisi all’applicazione nel veronese, prima provincia in Veneto, delle rette standard che azzerano i tre livelli di gravità che erano riconosciuti prima della delibera di Giunta regionale 740: «Il percorso fatto assieme ha permesso di costruire buone prassi e anche di articolare la proposta di legge contro la falsa cooperazione a tutela di chi lavora all’insegna della qualità», ha detto Erica Dal Degan, presidente di Federsolidarietà a Verona, l’organizzazione di Confcooperative. Nel Veronese «sono 98 le cooperative sociali che aderiscono a Confcooperative e si traducono in un fatturato medio di 118 milioni di euro l’anno impiegando cinquemila operatori», ha aggiunto, «e il fatto che nel 2017 mille dei 1.099 utenti disabili della provincia siano stati gestiti da cooperative sociali la dice lunga sul ruolo che queste realtà rivestono». Gabriele Bezzan, responsabile dell’area della non autosufficienza dell’Ulss 9 ha riconosciuto l’applicazione delle rette standard come «un fatto economico ma anche culturale perché viene così riconosciuta l’importanza della cooperazione e si mettono queste realtà in condizione di operare con le persone svantaggiate». Per Fausto Bertaiola, presidente di Confocooperative, «esperienze come queste dimostrano che quando c’è coesione i risultati arrivano e ci sono prospettive». I testimoni, da questo punto di vista, sono stati due deputati che sono anche due sindaci: Davide Bendinelli (primo cittadino a Garda) fu l’assessore che condusse all’approvazione della Dgr 740, Roberto Turri (sindaco di Roncà) scelse di essere partner della cooperativa Monscleda nel trasformare parte del complesso dell’ex base logistica dell’aeronautica militare nell’odierno Monscleda daily care. È la struttura che offre un centro diurno per anziani, una comunità alloggio psichiatrica, un Ceod e moltissimi servizi concepiti per essere preziosi strumenti per l’utenza della Monscleda onlus e altrettanto preziose risorse per l’esterno (dalla lavanderia alla sartoria, dalla sala polivalente che diventa auditorium fino alla palestra). A loro, e ai colleghi deputati intervenuti (Alessia Rotta e Paolo Paternoster), Dal Degan ha affidato la proposta di legge contro la falsa cooperazione rivolgendo ai consiglieri regionali presenti (Orietta Salemi e Stefano Valdegamberi) l’augurio che il cammino sulla strada della collaborazione possa proseguire. Poi tutti a tavola per scoprire, assieme al presidente Giovanni Dal Cero e al direttore Luigino Righetto, uno dei sogni di Monscleda, cioè trasformare in un paio d’anni il ristorante in opportunità di inserimento lavorativo di alcuni degli utenti del Ceod. In tavola bigoli al Durello nati nel laboratorio di pasta fresca attivato al Monscleda daily care (dove si studia un impasto con il vino), formaggi e salumi del territorio: «Vi prendiamo per la gola», ha detto Righetto, «per conseguire l’unico obiettivo importante e cioè che tutti voi, mondo della cooperazione, della politica e delle istituzioni restiate in relazione». •

Paola Dalli Cani
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