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24.12.2017

La solidarietà riapre la biblioteca di Valtopina

Monica Rama Grazie all’appello lanciato dalle pagine del nostro giornale, per la cittadina umbra di Valtopina sarà un Natale all’insegna della solidarietà e della cultura. I suoi cittadini troveranno sotto l’albero moltissimi libri, come aveva auspicato l’insegnante e scrittrice di Colognola Annalisa Santi, che poco più di un mese fa si era fatta portavoce di un’ iniziativa volta a far riaprire la biblioteca del comune, in provincia di Perugia, colpito dal terremoto. In molti l’hanno contattata recapitando a lei i libri, malgrado l’indicazione fosse di mandarli direttamente in Umbria. «Mi hanno commosso e non ho saputo dire di no soprattutto alle persone più anziane, che hanno manifestato un desiderio ammirevole di aiutare la biblioteca. La loro generazione, che è stata povera, sente ancora forte il richiamo di donare», riferisce Santi, «di sentirsi utile e parte di una società che, con la sua tecnologia e modernità, sembra lasciare indietro gli anziani e la loro umanità. Tra questi pensionati c’è anche Piero, di Caldierino, un tempo volontario della Protezione civile; ora non gode di buona salute, ma legge moltissimo e trova nei libri una compagnia insostituibile alla sua forzata inattività». «Non sono riuscita a dargli la delusione di non far arrivare i suoi libri in Umbria», ammette la scrittrice, «anche perché nel frattempo lui, per recuperare libri, ha contattato ex maestre e molte altre persone anche vicine alla Mondadori. La possibilità organizzativa è arrivata dal mio lavoro, quando Ernesto Passante, precedente dirigente del Centro provinciale per l’Istruzione degli adulti di Verona, che ora si occupa di ricerca e sperimentazione, mi ha comunicato che aveva intenzione di convocare una giornata di lavoro a Verona, con la dirigente attuale del Cpia, Nicoletta Morbioli e il professor Lorenzo Rocca di Perugia». Era stato proprio quest’ultimo a lanciare l’idea di rimettere in piedi la biblioteca di Valtopina, coinvolgendo anche Annalisa. «A questa ricerca collaboro anch’io e così ho riferito a Piero che potevamo dar seguito alla sua donazione, senza affrontare spese di spedizione. La domenica abbiamo lavorato nel garage di casa mia per imballare libri e riviste, stipando la mia macchina con l’aiuto anche di mio marito Lorenzo», precisa Santi. I LIBRI sono stati consegnati personalmente al professor Rocca che li ha fatto arrivare a Valtopina, spiega la scrittrice, «e mi ha detto che pensa di inserire un giovane laureando di Valtopina nel lungo compito di archiviazione. Chissà che per questo studente il futuro possa portare anche un posto di lavoro come bibliotecario». Annalisa è in grado di dare pure un aggiornamento sullo stato della biblioteca: «I piani dello stabile, restaurato dopo il sisma, sono tre e la biblioteca potrebbe anche diventare una importante realtà. Certamente la lettura digitale rappresenta il futuro per l’editoria, ma sottrarre dal dimenticatoio questi libri penso sia importante. Anche perché a volte si tratta di testi non più in commercio, che gli editori non stamperebbero più. Anche il mercato, sempre più patinato e internazionale, contribuisce, in un certo senso, alla perdita di questo patrimonio culturale, spesso popolare e lontano dalle accademie». «Se esiste qualche possibilità affinché questa cultura non vada persa», ritiene la colognolese, «penso che vada perseguita, anche per rispetto verso quelle generazioni che hanno costruito, con la fatica del loro lavoro, il futuro del paese. Assieme a quella memoria storica, infatti», conclude Annalisa Santi, «rimangono anche i valori di un popolo». •

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