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06.01.2018

I Re Magi al presepe di Godo che è già prenotato per Natale

Luciano Godo accanto al suo presepe esposto nella chiesa di San Zeno di Colognola
Luciano Godo accanto al suo presepe esposto nella chiesa di San Zeno di Colognola

Monica Rama Con l’Epifania arrivano i Magi in uno dei presepi più visitati e apprezzati di Colognola, nato tra le pareti domestiche, voluto poi in esposizione in chiesa e con tanto di consulenza già richiesta al suo ideatore per quello che sarà allestito a dicembre in municipio. Si tratta della Natività realizzata da Luciano Godo, tipografo del paese la cui vena artistica stavolta è uscita dalle pagine di stampa per concretizzarsi in una suggestiva Natività, che ha la particolarità di essere visibile da quattro lati e trasportabile. Se in origine anche il lavoro dei tipografi era certosino e oltre alla competenza richiedeva laboriosità, creatività e abilità, ricorrendo a pezzi di legno da cui ricavare matrici, a piombo, stagno e altro, Luciano, lavorando in una tipografia tra le più all’ avanguardia, ha voluto trovare una nuova strada per restare un po’ artigiano. «Lo sono fin da bambino: da sempre mi diletto a costruire presepi e ormai ne avrò fatti una cinquantina, tutti regalati. Sono un appassionato, e ogni creazione mi lascia qualcosa dentro che mi gratifica». Il suo ultimo lavoro, inizialmente collocato in casa, è stato richiesto in esposizione in chiesa a San Zeno di Colognola, dove è visitatissimo: «È stato significativo vedere la notte di Natale i bambini sull’altare con il parroco monsignor Luigi Adami e don Marco Campedelli a benedire il Bambinello che poi insieme hanno deposto nel mio presepe». Già, perché anche se chiunque guardandolo si perde con stupore in un mare di particolari, dal fumo uscente da una pentola di rame all’ acqua corrente di un torrente con panni stesi nelle vicinanze, che lo rendono un autentico capolavoro, Luciano il presepe lo fa soprattutto per i più piccoli: «Qui c’è la vita di duemila anni fa, con la riproduzione di antichi mestieri e animali domestici in stalle e corti rurali, che i bambini possono vedere». Ogni anno si cimenta nella sua composizione natalizia con mesi di anticipo: «Ci vuole molto tempo perché i passaggi sono parecchi e i particolari da aggiungere non bastano mai. La base del presepe è una tavola in legno che mi consente di trasferirlo e di girarci intorno». L’effetto è scenografico: una contrada montana, un borgo contadino, pastori e massaie, tutto in un trionfo di movimenti, colori e materiali diversi, dal gesso alla corteccia, dalla stoffa alla paglia. «Addirittura», aggiunge la moglie Nadia Giona, «anche fra il personale del municipio c’è stato chi ha già richiesto la consulenza di Luciano per realizzare il presepe là il prossimo Natale». Insomma, se di solito ci vogliono mesi di preparazione, stavolta Luciano dovrà industriarsi per la prossima Natività fin dai primi dell’anno. •

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