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10.12.2017

Film su Battisti Era in licenza e andò a morire

L’aspirante ufficiale medico degli alpini Federico Gaetano  Battisti La consegna della medaglia alla memoria di Federico Gaetano  Battisti al padre Costantino
L’aspirante ufficiale medico degli alpini Federico Gaetano Battisti La consegna della medaglia alla memoria di Federico Gaetano Battisti al padre Costantino

Vittorio Zambaldo Federico Gaetano Battisti, a cui è intitolata la scuola primaria di Tregnago, era nato il 13 novembre 1894, era stato allievo del liceo Maffei ed era al terzo anno di medicina a Padova quando si arruolò volontario nella Grande guerra, assegnato alla Sanità militare, per lavorare in ospedale e sostenere gli esami del quarto e quinto anno, promosso nell’aprile del 1917 aspirante ufficiale medico. Partito nell’aprile del 1917, fu destinato a Busa Alta sulle Dolomiti di Fassa dove partecipò alle gloriose azioni della sua 56ª Divisione, a Fontanasecca, Solarol, Spinoncia. Tornò a casa per una breve licenza il 25 ottobre del 1917 per sostenere un esame a Padova e lo raggiunge la notizia della disfatta di Caporetto: volle partire subito anche se gli spettava ancora una settimana di riposo, ma fu la sua ultima partenza, prima dell’addio sul Grappa. Morì a 23 anni il 14 dicembre 1917 per le ferite causate dallo scoppio di una granata mentre con la 20ª compagnia del battaglione Cividale degli alpini della IV Armata, stava rientrando dalla prima linea e incoraggiando i giovanissimi ragazzi del ’99 chiamati a sostenere lo sforzo dell’ultimo anno di guerra e a fermare l’invasione austroungarica. Figlio di Costantino, sindaco di Tregnago, aveva solo cinque anni in più di loro e lasciò la propria vita dopo tre giorni di agonia nell’ospedale da campo di Crespano, dove fu sepolto prima che la salma fosse trasferita al paese natale nella tomba di famiglia. Ricevette la medaglia d’argento per la battaglia del Monte D’Avien e successivamente la croce al valore. Per il centenario della Grande guerra la compagnia teatrale TeatrInvisibili, in collaborazione con il Comune e la biblioteca, aveva messo in scena La grande illusione, composizione di lettere dal fronte scritte dallo stesso Federico Gaetano Battisti e raccolte dai familiari in un opuscolo pubblicato poco tempo dopo la morte. SULLA SCORTA delle lettere che raccontano come veniva vissuta la guerra in paese, e riportando testimonianze orali di anziani che hanno raccolto dai propri congiunti il racconto di quegli anni, oggi Emanuele Zanfretta, musicista e compositore, appassionato di storia e tradizioni e Simone Cunego, fotografo, occupato nel campo della grafica e della comunicazione aziendale, hanno maturato l’idea di un film: Il tempo di una stagione, titolo che richiama il sentire comune interventista che aveva promesso di sbrigare la «faccenda della guerra» nell’arco di una stagione, non immaginando invece in quale catastrofe avrebbe portato le famiglie e l’intera Europa. «L’aspetto importante del film non è tanto il fronte quanto la guerra in paese, vista da chi è rimasto a casa», precisa Cunego. Il film è stato girato con attori non professionisti usando per gli interni abitazioni di Tregnago e della valle, come Villa Bonuzzi di Illasi, e negli esterni un tratto delle 52 gallerie del Pasubio e il ridotto di Malga Peocio in Lessinia. Tante le comparse raccolte fra i volontari del paese e i componenti dei cori maschile e femminile Tre Torri: sono attori che incarnano personaggi reali le cui figure emergono dalle lettere di Battisti. Le uniche licenze concesse alla fantasia sono quelle della fidanzata che in realtà non esisteva o quantomeno non compare in nessuna delle lettere con cui i genitori hanno composto l’antologia in ricordo del figlio e la lettera scritta dalla madre in risposta alle tante missive del figlio. Nei 65 minuti di filmato, accompagnato dalle musiche originali composte e suonate da Zanfretta, la scelta stilistica adottata è quella epistolare che guida il racconto e apre a scene evocative che non disturbano il filo storico lungo il quale si dipana la vicenda. Il progetto è promosso e finanziato dall’amministrazione comunale e supportato dal Consorzio Bim Adige. «Quando ci è stata esposta l’idea abbiamo aderito immediatamente», riferisce il sindaco Simone Santellani, «scegliendo di farci promotori dell’iniziativa perché siamo orgogliosi che venga narrata la storia di persone meno conosciute del paese e il nostro intento è di rivalutarle, tant’è che questo non è un punto d’arrivo ma di partenza in questa direzione». «Dedichiamo il lavoro a tutti i Caduti», aggiungono Zanfretta e Cunego, «il film è centrato su Battisti perché lui ha scritto e ci ha fornito il materiale per rendere possibile una sceneggiatura, ma ogni nome, che è sul monumento, meriterebbe altrettanto rilievo e riconoscenza». •

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