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17.01.2018

Cenone ma senza i vip alla festa della Lega

I commensali alla tradizionale cena del Carroccio al ristorante Michelin di Tregnago. Circa 500 i presenti
I commensali alla tradizionale cena del Carroccio al ristorante Michelin di Tregnago. Circa 500 i presenti

Vittorio Zambaldo Non c’erano i vip regionali e nazionali del partito, ma i militanti del Carroccio non sono mancati al tradizionale appuntamento di inizio anno al ristorante Michelin di Tregnago, dove in circa 500 hanno accompagnato con applausi, sorrisi, pacche sulle spalle e abbracci i temi cari all’orizzonte leghista e proposti fra le pause delle portate. All’evento, organizzato con la consueta meticolosità da Bruno Cappon, sono stati presentati dal giovane segretario della sezione Lessinia Matteo Mattuzzi il segretario provinciale Paolo Paternoster, i parlamentari Lorenzo Fontana e Paolo Tosato, il segretario nazionale e presidente della Liga Veneta Toni Da Re, Massimo Bitonci ex sindaco di Padova e già parlamentare e l’europarlamentare Mara Bizzotto. Erano presenti anche gli assessori regionali Luca Coletto ed Elisa De Berti, i consiglieri Alessandro Montagnoli e Stefano Valdegamberi, Vito Comencini, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Verona, Andrea Crippa responsabile federale dei Giovani padani ed Enrico Corsi commissario Ater, con diversi sindaci e amministratori del movimento. Nei discorsi ha tenuto banco ovviamente il tema delle prossime elezioni politiche del 4 marzo: tutti gli intervenuti hanno voluto ribadire l’impegno dei militanti per quell’appuntamento, per far diventare la Lega il primo partito e il segretario federale Matteo Salvini il primo presidente del Consiglio leghista. «Ma chi va a Roma si ricordi di essere stato scelto dai veneti e a Roma dovrà fare il veneto, non il romano», ha ammonito Da Re e Fontana ha rincarato: «Se non combattiamo con il voto, i nostri figli e nipoti dovranno combattere con le armi per liberare il nostro paese». E chiarisce il concetto: «In Europa alcune città non sono più in mano agli europei a causa della forte immigrazione islamica che in alcuni quartieri ormai domina e impone la propria cultura. Pertanto o si cambiano le cose con il voto o i nostri nipoti dovranno o sottomettersi o combattere». Il vicesegretario federale Fontana ha lamentato il silenzio di troppi anni: «Quando ci hanno detto che dovevamo lavorare e far soldi mentre non ci accorgevamo di essere invasi. Il voto di marzo servirà non per avere un governo della Lega ma per dare un futuro ai nostri figli», ha ribadito. Ha guardato i tavoli pieni e si è complimentato Paternoster: «Siamo l’unico movimento che riesce a fare queste cene e a raggiungere poi risultati concreti», ha aggiunto, ricordando che dopo l’appuntamento dell’anno scorso ci fu il referendum per l’autonomia del Veneto che portò il primato di Roverè con la più alta affluenza, e il successo corale dell’intera Lessinia, che il segretario veronese del Carroccio vorrebbe ripetere anche a livello nazionale. L’importanza della mobilitazione di base attraverso le 1.400 sezioni sparse sul territorio non solo padano l’ha ricordata anche Bitonci, per la particolare contingenza di tagli economici e finanziari a cui il partito è sottoposto: «Da domani tutti al lavoro per le elezioni di marzo, che sono un’opportunità storica», ha sottolineato. Il dente avvelenato «contro i traditori che erano in lega travestiti da democristiani» l’ha tirato fuori Vito Comencini, citando Flavio Tosi e promettendo che farà di tutto per togliere il regalo della cittadinanza onoraria al presidente ucraino Poroshenko per la vicenda della restituzione dei quadri rubati a Castelvecchio, dichiarazione che ha fatto spellare le mani dagli applausi al consigliere Valdegamberi. Tosato ha ribadito: «La vera emergenza non sono i migranti, ma non far emigrare i nostri giovani, perché questo non può accadere in un paese normale, come sarà inevitabile la cancellazione della legge sulle pensioni dell’ex ministro Fornero». Infine altri temi caldi, cari alla sensibilità leghista, sono stati toccati da Crippa che ha annunciato: «Ci impegneremo per gli obblighi a festeggiare nelle scuole Natale, Pasqua, le feste della mamma e del papà, che si studino i libri di Oriana Fallaci e si riprendano le lezioni di educazione civica». •

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