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08.08.2018

Casa Jogada, la comunità riabilitativa dove i ragazzi diventano autonomi

Tre giovani diciottenni escono dalla Comunità terapeutica riabilitativa protetta del Centro Val d’Illasi, aperto a Badia Calavena tre anni fa e inaugurano la Casa Jogada dalle sillabe iniziali dei loro nomi: Jordan, Gabriella e Davide.

Sono ragazzi che hanno manifestato disturbi neuropsichiatrici in età precoce e compiuto il loro percorso all’interno della comunità terapeutica, prima di un definitivo rientro nel contesto sociale. Hanno le loro camere (fino a sei posti letto), una cucina dove si preparano i pasti e una sala per consumarli, un salone per il relax con libreria e televisore, un locale lavanderia e doppi bagni. È la prima casa del genere nata in Italia, naturale prolungamento della comunità terapeutica, anche questa una rarità: ne esiste solo un’altra in Veneto sullo stesso modello.

La Comunità ospita una dozzina di ragazzi e ragazze dai 13 ai 18 anni, anche da fuori regione, con una quindicina di operatori tra infermieri, educatori, uno psicoterapeuta e un medico direttore sanitario. «Il piano interrato del centro ospitava un centro diurno per anziani non autosufficienti che abbiamo trasferito a Caldiero, preferendo dare opportunità ulteriore ai giovani ospiti della Comunità per un progressivo sganciamento sulla base di un regolamento concordato con i giovani stessi e che ci auguriamo faccia da pilota per alte realtà territoriali del genere», spera Ermanno Anselmi, già sindaco di Badia Calavena e attuale direttore del centro.

Il sindaco Emanuele Anselmi si è detto orgoglioso di ospitare una simile struttura che porta occupazione e indotto per il paese «e doppiamente orgoglioso perché si tratta di una sperimentazione all’avanguardia per giovani destinati a entrare nel mondo del lavoro». Raffaele Grottola, direttore dei servizi socio sanitari dell’Ulss 9 ha esordito dichiarandosi «emozionato per l’autonomia a cui questi giovanissimi aspirano. Oggi orientarsi è difficilissimo e lo vediamo anche con i nostri figli, perché occorre impostare rapporti e scelte che vanno maturate ogni giorno. Complimenti per come siete partiti e per quello che avete realizzato in questi anni che ci incoraggia a continuare insieme e auguri per un cammino non facile che però se non si affronta non porta a fare scelte importanti».

Vittorio Zambaldo
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