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12.02.2018

Casa di riposo sì alla Fondazione «Baldo-Sprea»

La palestra della Casa dell’accoglienza Baldo-Sprea
La palestra della Casa dell’accoglienza Baldo-Sprea

Nulla osta del Consiglio comunale di Illasi alla trasformazione dell’Ipab «Casa dell’accoglienza Baldo- Sprea» in Fondazione di diritto privato. Il sindaco Paolo Tertulli ha spiegato che si tratta di un passo chiesto dalla Regione, a seguito della domanda avanzata dalla stessa Ipab che amministra casa di riposo, scuola d’infanzia e nido integrato e che lo scorso novembre, con documento formale del Consiglio di amministrazione, aveva deliberato di avviare la richiesta di trasformazione. «Sulla base dei documenti storici in nostro possesso, esiste il presupposto richiesto della Regione e cioè che l’ente non sia mai stato nella sua storia sottoposto a controllo comunale», ha detto Tertulli. «Un documento del 1939, firmato dal re Vittorio Emanuele III e da Mussolini come capo del Governo, attesta: “L’ospedale Sprea e l’asilo infantile sono decentrati dall’ente comunale di assistenza”. Lo stesso viene ribadito in un documento di 10 anni dopo. Dunque è certificato il decentramento dell’ente dal controllo comunale, ma la Regione chiede comunque che l’ amministrazione si esprima con un nulla osta per l’avvio del procedimento». Paolo Fasoli, capogruppo di minoranza di Lega e Liga Veneta, ha letto il testo originale del 1939 per sottolineare che nonostante il decentramento, era stata prevista la presenza di delegati del Comune all’interno del Consiglio di amministrazione dell’ ente: «Quando sarà Fondazione, continuerà ad esserci questa buona pratica, prevista con lungimiranza già 80 anni fa o non centreremo più nulla come Comune?». «Già oggi il Comune partecipa ma non controlla. Sarà lo stesso nella Fondazione di diritto privato», ha assicurato il sindaco. Dal consigliere Giovanni Battocchio è arrivata la richiesta di capire quali saranno i vantaggi della trasformazione: «La Fondazione potrà muoversi fuori da determinate discipline come per esempio il codice dei contratti pubblici», ha risposto il sindaco e la consigliera Maria Pia Garavaglia ha aggiunto che un ente privato ha meno vincoli nella raccolta di fondi e finanziamenti anche da privati. «C’è una fretta che non condivido», ha osservato Battocchio, «e visto che è in itinere la riforma delle Ipab, forse vale la pena attendere, per conoscerne i contenuti e poi decidere». Ha sollevato anche il caso del direttore pagato dall’ente per due anni senza che avesse i requisiti per poterlo fare, perché la Regione stessa ha specificato che soggetti in pensione da altri enti non possono assumere l’incarico se non sono dipendenti o in convenzione: «Chiedo che si facciano le verifiche del caso, visto che come Comune siamo parte attiva nell’erogazione di contributi all’ente», ha precisato Battocchio. «So del problema ma è la Regione che esercita funzione di controllo sia sulla Baldo Sprea che su tutte le Ipab venete: i controlli sono già partiti», ha precisato Tertulli. Dal consigliere Giulia Dal Forno è arrivato un deciso «no», unico voto contrario alla proposta d’avvio delle pratiche di trasformazione in Fondazione privata: «La struttura funziona e va bene com’è. Questa strada pare un salto nel vuoto e non so se sia opportuna». Garavaglia ha tenuto a precisare che il Consiglio non dà nessuna approvazione, ma dà un parere alla Regione per le modifiche e i passi che ritiene opportuni. Il capogruppo della civica «Il paese», Giuseppe Fasoli, si è chiesto se gli ospiti della casa di riposo saranno poi tutelati da un ente di diritto privato, «o questo guarderà piuttosto ai propri interessi? Sarà garantita la priorità ai nostri concittadini come avviene ora? Inoltre, per la retta della materna tante famiglie sono in difficoltà e il Comune interviene: continuerà ad essere così?». Il sindaco ha riconosciuto che è maturo il tempo per una riflessione che può essere fatta proprio alla luce del cambiamento che si sta avviando e che interesserà sia gli aspetti economici sia la qualità dei servizi offerti. «Le scuole dell’infanzia di Illasi e Cellore sono paritarie e devono far fronte da sole a tutte le spese: sappiamo che dobbiamo sostenerle per garantire l’attuale offerta, ma è indubbio che qualche famiglia fatichi ad affrontare ogni mese una spesa di 150 euro. Favorirò la costituzione di una commissione per chiarire questi e altri aspetti», ha concluso Tertulli. •

Vittorio Zambaldo
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