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04.12.2017

Turri incalza Marcazzan « Fusione, parliamone»

Il sindaco di Roncà, Roberto Turri
Il sindaco di Roncà, Roberto Turri

Paola Dalli Cani «Voto libero, ma consapevole: serve un’occasione in cui le ragioni del sì alla fusione incontrino quelle del no»: partendo da questa convinzione il sindaco di Roncà Roberto Turri torna a chiedere un confronto alla presenza del collega di San Giovanni Ilarione Luciano Marcazzan. Nella lettera che gli ha mandato qualche giorno fa dà ampia disponibilità in relazione alle modalità di svolgimento dell’incontro, con la presenza di un moderatore ad esempio, e suggerisce come periodo la settimana dall’8 al 14 gennaio. «Gli incontri pubblici di San Giovanni e Roncà che avevo promosso, stante l’assenza di Marcazzan alla fine sono stati incontri a senso unico ma io, nel solo interesse dei cittadini, sono convinto della necessità di un confronto come valido strumento per la corretta informazione ai cittadini», spiega Turri, Che bypassa tutto l’antefatto, cioè l’iter (contestato da San Giovanni) e le polemiche: «È certo che il 21 gennaio tanto i roncadesi quanto gli ilarionesi saranno chiamati a votare la fusione amministrativa dei due municipi e l’unica cosa che conta davvero è che siano adeguatamente informati da ogni angolazione perché il tema è davvero importante». Di suo Turri ribadisce la posizione che porta avanti da due anni. «È una opportunità straordinaria, quella di un cambiamento positivo per il territorio che possiamo costruire partendo da risorse straordinarie. Chi contesta lamenta che i contributi avranno un termine», dice Turri, «ma io faccio un esempio concreto che può diventare un impegno per chiunque fosse chiamato a guidare i due Comuni fusi. Se gli edifici che nei due paesi accolgono i bambini e i ragazzi delle scuole dell’obbligo venissero messi in sicurezza dal punto di vista sismico si tratterebbe di un intervento con effetti di lungo termine. Le scuole in entrambe i paesi non sono certo di recente costruzione», aggiunge Turri, «ma di sicuro con le risorse di cui entrambi i Comuni possono disporre oggi non ci si riuscirebbe mai. Basti solo il caso di Roncà: il semplice miglioramento antisismico della scuola media (costruita nel 1984) costerebbe 950 mila euro e non si tratterebbe di adeguamento. Le risorse finiranno? Intanto le scuole dei due paesi saranno a norma. Non mi interessano battibecchi e polemiche, non firmo da politico questo sì ma da sindaco ed è per questo che volantini e opuscoli sono firmati “Fusione dei Comuni-Una scelta per il futuro”», sentenzia Turri. «Guardo alle cose concrete che i sindaci che hanno detto sì prima di noi testimoniano di essere riusciti a fare. Non lo dico io che la fusione migliorerà le cose per tutti i cittadini, ma chi lo sta sperimentando e questo dico alla gente». L’agenda è fitta: dopo i due incontri della settimana scorsa Turri porterà il sì oggi a Terrossa (20.30, alla baita Aldegli alpini): poi salirà a San Giovanni Ilarione (assieme ai consiglieri comunali di minoranza di ConCREtizziamo), lunedì prossimo a Castello (20.30, teatro parrocchiale) e venerdì 15 a Cattignano (20.30, patronato). •

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