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23.12.2017

Sfida sulla fusione, Turri rilancia: «Il 15 dibattito anche a San Giovanni»

Il sindaco di Roncà, Roberto Turri
Il sindaco di Roncà, Roberto Turri

Fusione, Turri accetta la sfida e rilancia: «Ok al confronto a Roncà il 19 gennaio, ma siccome è fondamentale offrire alla popolazione la possibilità di sentire tutte le voci, facciamolo anche a San Giovanni Ilarione il 15 gennaio. Le sale sono già a disposizione perché avevo già programmato queste date e avevo avuto il via libera». Il sindaco di Roncà Roberto Turri risponde così all’invito che il collega di San Giovanni Ilarione Luciano Marcazzan gli ha fatto di offrire anche ai roncadesi la possibilità di sentire la voce del no. Il sì di Turri ed il no di Marcazzan riguardano la fusione amministrativa tra i due Comuni, proposta che sarà posta al vaglio dei cittadini dei due paesi col referendum del 21 gennaio. Marcazzan, impegnato a studiare i «contro» della fusione, ha programmato gli incontri del no a San Giovanni Ilarione a gennaio: «Studio morboso per scovare difetti che, come in ogni cosa, saranno trovati comunque. Qualsiasi criticità verrà fuori», dice Turri, «rimango convinto che la fusione sia necessaria anche solo per unire un territorio che è diviso solo geograficamente». Turri critica l’attivazione «last minute» del collega: «Perché ci si dedica adesso», dice, «visto che quando si è candidato arrivava dalla minoranza ed è sindaco da giugno?», sferza il colpo Turri. Ha detto sì alla data indicata da Marcazzan ma anche su questo ha qualcosa da dire: «Il sindaco di San Giovanni per mesi ha parlato di partecipazione e informazione: non mi pare che concedere 48 ore ai cittadini per riflettere su un tema così importante sia esattamente favorire la riflessione. Trovo scandaloso», aggiunge, «che dedichi tempo ad informare i suoi cittadini solo qualche giorno prima del referendum. Fino ad oggi nessuna riunione pubblica, solo volantini contenenti distorsioni della verità fondate per lo più su un solo elemento, cioè la lamentata perdita di identità. Che non si perde», incalza Turri, «perché i paesi, le associazioni ed i cittadini restano gli stessi ma quel che cambia è che il sindaco unico, che potrà essere chiunque si candidi e sia votato, potrà finalmente fare qualcosa di concreto per i suoi cittadini anziché continuare a dire che non ci sono soldi o ad infilare le mani nelle loro tasche. Non lo dico io», prosegue il sindaco roncadese, «ma i sindaci dei Comuni che si sono già fusi». Ultimo inciso: «Mi si chiede dietro front qualora San Giovanni esprimesse un no a maggioranza a fronte di un sì a maggioranza a Roncà», dice Turri, «ma dovrebbe sapere che non spetta a me. Il punto è dire sì alla fusione a due per aprire la strada alla fusione per incorporazione di tutta la valle: per questo il nome della nuova realtà amministrativa è Valdalpone. Il cambiamento può anche intimorire», conclude, «ma la precarietà del nostro quotidiano dovrebbe spaventarci di più». • P.D.C.

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