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18.05.2017

Roncà asso in più
nella partita
del sito Unesco

Roberto Zorzin mostra alcuni ritrovamenti  fossili del Gruppo Val Nera in località Valle della Chiesa
Roberto Zorzin mostra alcuni ritrovamenti fossili del Gruppo Val Nera in località Valle della Chiesa

Roncà tra i valori della candidatura Unesco della Val d’Alpone: il ruolo giocato dall’ambiente paleontologico roncadese (e non solo da questo) sarà il cuore dell’ incontro con cui, questa sera alle 19.30, al teatro parrocchiale, si aprirà la 48a Vini e Vulcani, la festa del Durello, del Soave e del Recioto. Al progetto «Val d’Alpone-Faune, flore e rocce del Cenozoico» è dedicato l’incontro che ospita il sindaco Roberto Turri, il presidente dell’associazione temporanea di scopo Val d’Alpone-Faune, flore e rocce del Cenozoico, Roberto Zorzin (conservatore al Museo civico di Storia naturale di Verona e referente scientifico degli scavi paleontologici di Bolca e Roncà), Fabio Saggioro (docente di archeologia all’Università di Verona) e dal presidente della Coldiretti Claudio Valente.

È la prima uscita in territorio roncadese dell’associazione costituita a febbraio con lo scopo di elaborare il dossier di candidatura Unesco della Val d’Alpone.

Se Bolca e il suo inestimabile valore dal punto di vista paleontologico sono il cardine attorno al quale proporre la candidatura, contribuiscono a definire «l’unicum» della valle anche le altre ricchezze che il territorio può vantare. Roncà, da questo punto di vista, è uno dei comuni più significativi per via dell’Orizzonte paleontologico definito oltre tre secoli fa, delle scoperte paleontologiche avvenute in zona (dal Prototherium allo Strombus Fortisi, rispettivamente il dugongo marino scoperto tra Roncà e Montecchia di Crosara in località Duello ed il gasteropode che è il simbolo di Roncà), dell’ esistenza del Museo civico, del rilievo ambientale e naturalistico costituito dalla Val Nera e dall’itinerario delle sorgenti senza dimenticare la ricerca che continua anche oggi: basta solo pensare alle campagne di scavo paleontologico condotte da anni o, facendo un salto temporale notevolissimo, agli scavi archeologici per riportare alla luce i resti del castello di Terrossa.

IL TUTTO NELLA TERRA dei vulcani, gli stessi che sono diventati da anni il termine evocativo con cui sottolineare le caratteristiche uniche dei vini che da questi suoli provengono: ecco perché, nel decidere quale sarebbe stato il tema di approfondimento con cui aprire (com’è tradizione) la Festa del vino, Comune, Consorzio del Durello e Coldiretti non hanno avuto dubbi e hanno puntato sul tema della candidatura Unesco.

Al termine dell’inco tro, per chi lo desidera, si cena «A tavola con il Durello»: quota di partecipazione 10 euro.

La festa “Vini e Vulcani” proseguirà fino a lunedì (con l’ormai tradizionale «corsa delle botti in cui si sfideranno le contrade domenica alle 16): sarà l’occasione per scoprire, grazie alle casette in legno ospitate per cinque giorni in piazza, le produzioni di tutte le cantine di Roncà e scoprire ai forniti chioschi i sapori del territorio. Per chi fosse anche più curioso quest’anno, nella sala pastorale, c’è la mostra delle opere che il pittore Erasmo Zancan ha dedicato alla civiltà contadina.

Paola Dalli Cani
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