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07.12.2017

Progetto di ricerca sulla fibrosi cistica I primi contributi arrivano da sotto rete

Gli amatori della pallavolo donano 1.000 euro a sostegno della ricerca sulla fibrosi cistica FOTOPECORA
Gli amatori della pallavolo donano 1.000 euro a sostegno della ricerca sulla fibrosi cistica FOTOPECORA

La Val d’Alpone adotta un progetto annuale di ricerca per la cura della fibrosi cistica ed il primo aiuto arriva da sotto rete: gli Amatori Roncà del volley donano al progetto «Strategie alternative per il ripristino funzionale contraddistinto dal codice F508del - Cftr: nuovi target per lo sviluppo di farmaci contro la fibrosi cistica» un contributo di mille euro. Per completare l’opera ne servono altri 30 mila perché tanto costa garantire il lavoro di ricerca che vedrà impegnati 13 ricercatori. Per centrare l’obiettivo ci sarà tempo fino a settembre. Katia Fornaro, anima del Gruppo di sostegno della Fondazione fibrosi cistica Val d’Alpone, è rimasta senza parole quando, invitata in palestra a Roncà, si è presentata con il figlio Lorenzo (testimonial per la ricerca) e ha scoperto di dover ricevere un dono. C’erano buona parte dei pallavolisti che compongono questo gruppo nato quasi per caso, il sindaco Roberto Turri e pure Luca Zanetti, presidente dell’Avis di Terrossa - Roncà. Una mobilitazione simile ha più di una ragione perché la squadra mista, in cui giocano giovani single ma anche mamme e papà vicini ai 50 anni, per la sua attività ha ottenuto la concessione gratuita della palestra della scuola media. Il gruppo che da due anni ha sposato l’idea di Lorenzo Vignato e Federica Ranzato, e che conta oggi su una ventina di giocatori, ha deciso che il dono fatto a loro dovesse essere destinato anche ad altri e così, visto che a far pratica sotto rete non si spende nulla, si sono autotassati per costituire un piccolo fondo per l’acquisto dei palloni ma, soprattutto, per fare qualcosa di concretamente positivo. Hanno dunque fatto squadra attorno a Lorenzo, uno dei tanti malati che attendono una cura, e hanno voluto essere loro a far fare un passo davvero importante al progetto di ricerca sposato dalla valle. «È tutto collegato», spiegano Vignato e Ranzato, «perché da noi due è partita la voglia di riprendere una passione sportiva di gioventù, il Comune l’ha compresa e sostenuta e così ha fatto anche l’Avis che ha deciso di farci dono delle maglie permettendoci di giocare ma anche di promuovere la donazione di sangue. Tanta gratuità non poteva essere data per scontata, e abbiamo deciso che anche noi dovevamo fare la nostra parte». È bastato che Lorenzo, che conosce Katia Fornaro, raccontasse la sua storia perché tutti dicessero sì al sostegno continuativo del Gruppo Val d’Alpone. Anche questo è servito a unire persone diverse che condividono la stessa passione: «Quest’anno vengono anche persone da Gambellara, Montebello, San Gregorio di Veronella, Monteforte», dicono i due trascinatori del gruppo, «e abbiamo iniziato anche a fare le partite. Il campionato amatoriale del Basso vicentino è tosto», aggiungono, «fino ad ora abbiamo perso sempre». «E invece no», dice Katia Fornaro davanti all’assegno gigante che è il simbolo della generosità. Chi volesse contribuire a raggiungere quota 31 mila euro può acquistare i panettoni solidali della Fondazione fibrosi cistica (qualche settimana fa c’erano i ciclamini e a Pasqua ci saranno le uova di cioccolato) oppure fare una donazione indicando la causale FFC#10/2017 (il codice del progetto di ricerca sostenuto dal gruppo della Val d’Alpone): si può farlo online su fibrosicisticaricerca.it oppure con versamenti sul conto corrente postale 18841379, sul conto Unicredit banca IT47A0200811718000102065518, su quello della Banca Popolare di Verona IT92H0503411708000000048829. • P.D.C

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