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12.07.2018

Parco naturalistico un’aula a cielo aperto

Gli studenti del corso serale di agraria all’Istituto Stefani-Bentegodi al Parco naturalistico di Roncà
Gli studenti del corso serale di agraria all’Istituto Stefani-Bentegodi al Parco naturalistico di Roncà

Biodiversità prima di tutto: la ricchezza arborea ed entomologica, oltre che paleontologica del Parco naturalistico e della cellula fossilifera di Roncà, finiscono al centro di tre distinte ricerche che puntano a trasformare l’area in una gigantesca aula a cielo aperto e a farne una delle caratteristiche uniche di un territorio che ambisce al riconoscimento Unesco. Il Parco naturalistico di Roncà è stato ancora al centro dell’attenzione degli studenti del corso serale di agraria all’Istituto di istruzione superiori Stefani-Bentegodi di Caldiero che sono tornati in loco per proseguire il progetto di classificazione delle essenze arboree e arbustive nel Parco e di ricerca multidisciplinare sulle origini dell’agricoltura in Lessinia. Guidati dai docenti Marco Tommasi (responsabile del progetto), Giuseppe Laratta e Patrizio Dal Cero (coordinatore del corso serale), una trentina di studenti hanno trascorso mezza giornata a Roncà per occuparsi della classificazione botanica delle essenze arboree del bosco ceduo (cioè quello con alberi con foglie cadenti), la raccolta di dati economici relativi ad aziende della zona per effettuare un «compito in classe» finalizzato al calcolo del reddito netto, la visita al frantoio Dalla Fina per approfondire la conoscenza sulla trasformazione dei prodotti locali (dall’uva al vino, dalle olive all’extra vergine di oliva, dalla frutta alla confettura e agli sciroppi) e ampliare il ragionamento ad innovazione e multifunzionalità per approdare, infine, alla organizzazione di gruppi di lavoro impegnati a sviluppare le varie analisi. Ad attenderli c’erano il sindaco Roberto Turri e Giamberto Bochese, presidente dell’associazione temporanea di scopo «Val d’Alpone: faune, flore e rocce del Cenozoico» che sta portando avanti la candidatura Unesco della vallata. «Tutto il territorio è interessato dalla candidatura e tra le sue peculiarità ci sono, indubbiamente, le essenze arboree della cellula fossilifera», ha spiegato Bochese. Proprio l’Ats si occuperà, una volta conclusa la fase di classificazione, della tabellazione dell’area con cartelli indicanti le specie arboree e dell’elaborazione di una piccola guida e di pannelli informativi dedicati al Parco. Probabilmente ci sarà spazio anche per altre informazioni, quelle che Giancarlo Tessari (custode del museo di Roncà e guida del Parco) e l’entomologo Alberto Sette stanno raccogliendo con una ricerca iniziata un paio di mesi fa: «Classificazione arborea, mappa delle biodiversità entomologica e la ricerca paleontologica portata avanti da anni con la direzione scientifica del Museo di storia naturale di Verona, consentiranno di trasformare il parco in un’area didattica multidisciplinare che racconta la ricchezza ambientale della zona», spiega Tessari. Negli ultimi tre mesi, da quando è iniziata la ricerca entomologica, sono state piazzate trappole per la cattura in località Castello a Terrossa, a Brenton e a Santa Margherita e la loro classificazione, a cura di Sette, è già iniziata. •

P.D.C.
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