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24.11.2017

Lottizzazione Ca’ del vento
Il collaudo era ok, anzi no

L’imprenditore Silvano Pelosato FOTO PECORA
L’imprenditore Silvano Pelosato FOTO PECORA

Lottizzazione Ca’ del Vento, collaudo ok, anzi no: tra il via libera e la correzione, però, passano sei anni. Testa e coda di una storia che a Monteforte d’Alpone l’assessore ai lavori pubblici Luigi Burti ha deciso di «denunciare» a dimostrazione della «gestione alquanto approssimativa da parte dell’ufficio tecnico comunale e delle amministrazioni comunali precedenti».

Burti, che un contenzioso giudiziario oppone all’ex capo ufficio tecnico, non sfugge la domanda sul fine reale della sua iniziativa: «Le cose stanno così, parlano le carte». E le carte raccontano di un piano di recupero nell’odierna via Nassiriya, «approvato nel 2003, permesso di costruire con variante approvata nel 2005, collaudo delle opere di urbanizzazione il 20 dicembre del 2010 da un tecnico appositamente incaricato e successiva approvazione, da parte della Giunta di allora, con lo svincolo della polizza fidejussoria», ricostruisce Burti,

Tutto a posto, dunque, almeno fino al settembre 2016 quando dall’ufficio tecnico, «che ha rilasciato i titoli abilitativi per la realizzazione degli edifici privati», sottolinea Burti, parte una comunicazione con cui si attesta la mancata corrispondenza delle aree a standard da cedere: all’appello, secondo il Comune, mancano 305 metri quadrati di verde pubblico e 213,50 metri quadrati a parcheggi. Tutta la storia, come spiega Burti, viene fuori a marzo scorso quando Silvano Pelosato, l’imprenditore che ha realizzato il Piano di recupero, chiede al Comune il rimborso di 54.424,33 euro. «Uno dei miei tecnici, tra 2014 e 2015, si era accorto che per gli standard mi era stato chiesto quasi il doppio rispetto ai valori regionali: mi son seduto allora attorno al tavolo col Comune», racconta Pelosato, «sperando di raggiungere un accordo».

Da risolvere c’è anche la cessione al Comune di via Nassiriya: una convenzione individua solo una parte della strada, Pelosato chiede che il Comune la acquisisca nella sua interezza. La questione era arrivata in Consiglio comunale più volte tra 2012 e 2014 (Burti all’epoca era in opposizione) ma non si era approdati a nulla. Poi, a settembre 2016, la comunicazione sull’ inadeguatezza degli standard.

«Ho provato a mettere in campo ipotesi di accordo, come la riduzione di quanto mi deve essere restituito con la monetizzazione di parte degli standard che si ritiene manchino e a fronte della disponibilità del Comune a farsi carico della strada, l’impegno a realizzare parte degli standard (previo accordo coi proprietari) in una piccola area comune all’interno della lottizzazione ma niente», dice Pelosato, «e mi ritrovo con le responsabilità personali di una strada, l’impossibilità sia di chiudere l’immobiliare che fece partire Ca’ del Vento che di avere i soldi dovuti. Non sono ancora andato al Tar e non ho chiamato in causa chiunque abbia una responsabilità sull’accaduto: speravo che avessimo interesse tutti a risolvere la cosa senza inutili spese e procedure. Arrivati a questo punto, non ne sono più così convinto».

Paola Dalli Cani
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