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26.02.2018

Lezione speciale a scuola: rispetto delle regole

Il procuratore aggiunto Bruno Bruni
Il procuratore aggiunto Bruno Bruni

Il rispetto per la legge non si insegna o si studia. Lo si vive ogni giorno e lo si pratica realizzando qualsiasi azione o iniziativa. Si può tradurre così il messaggio trasmesso agli allievi della scuola media Giacomo Zanella di Monteforte d’Alpone con il Corso di potenziamento delle competenze di cittadinanza globale che si è svolto la scorsa settimana nell’ambito del normale orario scolastico. Un’iniziativa che fa parte del progetto Rete, cittadinanza e Costituzione realizzato dall’Ufficio scolastico provinciale, con la direzione di Anna Lisa Tiberio e il coordinamento del dirigente del liceo Medi di Villafranca Mario Bonini, e che, realizzata dalla onlus cittadina Progetto Carcere 633 - Acta non verba, viene finanziata dal Centro servizi per il volontariato, nell’ ambito di un tavolo di lavoro dedicato a legalità e giustizia. I 99 ragazzi delle classi terze di Monteforte si sono potuti confrontare su tutti, o quasi, gli argomenti di cui si può discutere quando ci si occupa delle norme che regolano il vivere comune, del perché esse esistono, di che cosa accadrebbe se non ci fossero e del lavoro di chi si occupa di darne applicazione e farle rispettare. «Questi temi sono stati al centro di un lavoro che è durato alcuni mesi e che poi ha portato i ragazzi a discutere con chi si occupa di legalità, per lavoro o con lo scopo di diffonderne la conoscenza, sapendo di cosa si parlava e con lo stimolo ad approfondire ancora di più quello che avevano imparato», spiega Alessandra Carbognin, che alla Zanella insegna italiano ma che vi sta anche coordinando il progetto di educazione alla legalità. Così la scorsa settimana lo staff dell’associazione, coadiuvato dalle psicologhe Ilenia Bozzola ed Irene Ferrara, ha affrontato con gli studenti un percorso per approfondire il perché le regole vanno rispettate ma anche l’atteggiamento che va tenuto di fronte ad esse e il mutare che tale atteggiamento subisce con l’aumentare dell’età. «Si è trattato di un percorso decisamente positivo. I ragazzi non solo hanno mostrato interesse verso i temi trattati ma hanno anche posto al centro della discussione argomenti molto interessanti», spiega Maurizio Ruzzenenti di Acta non verba, sottolineando che il corso è stato completamente gratuito per la scuola, che ha anche avuto in omaggio materiale fatto da persone che sono detenute o in difficoltà. Proprio la consegna di questi oggetti ha costituito uno dei momenti più importanti della terza e ultima giornata dell’iniziativa, nella quale, a fare da testimonial della legalità, sono arrivate persone che, a vario titolo, la stessa legalità l’hanno eletta a ragione di vita. A illustrare che cosa sono e come funzionano le regole, infatti, sono stati il comandante della Compagnia dei carabinieri di San Bonifacio Daniele Bochicchio e il sostituto procuratore di Verona Bruno Bruni. A loro è toccato il compito di raccontare a cosa servono le norme e come esse vadano applicate o fatte rispettare. Un compito tutto sommato agevole, visto che i ragazzi non solo li hanno ascoltati con attenzione, prendendo appunti, ma non hanno nemmeno lesinato sulle domande, spesso volte a sapere come si svolge il lavoro dei tutori della legge e dei magistrati e, persino, come si diventa giudici o carabinieri. Paolo Fraizzoli della Comunità dei Giovani, associazione veronese che si occupa di aiutare ex detenuti e persone in difficoltà, ha invece raccontato cosa può succedere a chi la legge non la rispetta. Portando con se dei doni significativi, oltre che belli. Un cesto di oggetti confezionati dalle donne del Caffé Bijoux, spazio occupazionale cittadino riservato a chi versa in condizioni di difficoltà, un quadro dipinto dai detenuti offerto dall’associazione veronese Arca 93 di don Elio Lago e una borsa regalata dalla srl Lavoro e futuro, che opera nel sociale. •

Luca Fiorin
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