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12.03.2015

La predica diventa un caso nazionale

Il capannone in zona industriale preso in affitto dall'associazione culturale islamica «Unione»
Il capannone in zona industriale preso in affitto dall'associazione culturale islamica «Unione»

Ricordare ai cattolici che la Costituzione sancisce la libertà di culto diventa un caso nazionale: nonostante l'intensa giornata del post divorzio da Flavio Tosi, ieri ha detto la sua pure il leader della Lega nord, Matteo Salvini. All'indice è finita così la predica con cui don Mario Costalunga, parroco dell'Unità pastorale dell'Alpone, ha richiamato i parrocchiani alla coerenza ricordando, a quanti hanno firmato una petizione inerente la possibile apertura di un centro islamico, che la fattispecie contrasta col Vangelo ma pure con la Costituzione che sancisce il diritto di culto.
Parola di don Mario Costalunga, il parroco dell'Unità pastorale di Brognoligo-Costalunga, frazione quest'ultima nel cui territorio sta via dell'Artigianato. Sorge qui il capannone preso in affitto dall'associazione culturale islamica «Unione» che, come più volte ha dichiarato il presidente Karim Chuaib, ci vuole stabilire la sua sede. Dichiarazioni mai smentite, le sue, sebbene in Comune, come anche ieri ha a gran voce ribadito il sindaco Gabriele Marini, «ci sia solo una pratica edilizia presentata dalla ditta proprietaria del capannone».
Disinformazione e ricerca di visibilità politica in vista delle Regionali: queste secondo Marini le cause del caos, «tant'è che pure il parroco di Costalunga se n'è occupato. Io sto con don Mario», ha detto, «va distinto il devozionismo dal credo». Sia come sia, ieri la sua l'ha detta pure Salvini: «Il parroco di Brognoligo, in provincia di Verona, durante la messa di domenica ha difeso l'apertura di un centro islamico in paese. Ma perché alcuni uomini di Chiesa non capiscono che purtroppo per molti, troppi islamici, noi siamo nemici, infedeli? Cosa direste al parroco?».
Questo il post che è stato visualizzato da oltre 8 mila persone e commentato da quasi tremila, nella stragrande maggioranza dei casi per offendere il parroco. Per un Salvini che salta su Brognoligo, però, c'è il Vicario del Vescovo di Vicenza (diocesi di appartenenza dell'Unità pastorale), che in attesa delle parole del Vescovo Beniamino Pizziol salta sulla sedia: «Non ho  seguito i fatti in questione ma ho sempre ammirato don Mario per la la generosità, la sensibilità umana e sociale con cui ha speso la sua vita in terra di missione. La stima», dice monsignor Lodovico Furlan, Vicario generale della diocesi di Vicenza (a cui appartiene l'Unità pastorale dell'Alpone), «rimane tale anche per la fedeltà e purezza con cui fa riferimento alla Parola di Dio e al pensiero della Chiesa. Devo dare atto e con riconoscenza anche della sapienza e dell'equilibrio con cui ha saputo in questi anni costituire la nuova Unità pastorale e so di essere confortato dalla condivisione di gran parte della sua gente. In questo senso la mia fiducia nell'amico don Mario è piena».
Don Mario che, probabilmente, arriverà alla fine a concretizzare il suo desiderio di donare ai cresimandi, domenica, una copia della Costituzione grazie al Movimento giovani padani. Il gruppo, che voleva portargliene una copia perché si rileggesse anche l'articolo 8, ha accolto l'invito del parroco a portargliene 17, assieme però ad «alcune copie del Catechismo di Pio X ed una bandiera di San Marco simbolo di una parte importantissima della nostra storia e cultura. Il dovere dei sacerdoti ed in particolar modo dei parroci», dice il Coordinatore provinciale Vito Comencini, «è di educare e crescere nuovi cristiani, che siano innanzitutto consapevoli del proprio credo, fede ed identità».
Alla polemica ieri si sono aggiunti anche i tradizionalisti di «Christus Rex» ai quali si sarebbe rivolta la gente del posto, «scandalizzata» dalla predica. «Sosteniamo e incoraggiamo i firmatari a resistere e a non farsi intimidire da farneticazioni a-cattoliche, ricordando la solenne condanna della Chiesa di tutte le religioni differenti da quella di Cristo», dice Matteo Castagna, responsabile nazionale del Circolo, che annuncia una «eclatante contestazione di piazza». In paese, però, c'è anche qualcuno che stanco della violenza del «confronto» propone di aprire l'hashtag #iostocondonmario.

Paola Dalli Cani
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