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13.06.2018

L’opposizione «Addio sicurezza con i 30 rifugiati»

Rifugiati salvati nel Mediterraneo
Rifugiati salvati nel Mediterraneo

«Servono provvedimenti urgenti, da assumere in Consiglio comunale. Un sondaggio è inutile perché il sindaco sa già benissimo come la pensa la gente». Così i quattro consiglieri di minoranza di San Giovanni Ilarione intervengono davanti alla situazione di stallo legato alla messa in disponibilità della Prefettura, da parte di una cooperativa, di 30 posti per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati. Nadia Bevilacqua e Lorenzo Gecchele (Per la rinascita del tuo paese), Davide Creasi e Marco Beltrame (Concretizziamo) la scorsa settimana avevano chiesto la convocazione di un consiglio comunale urgente, ma hanno dovuto ripresentare l’istanza perché il sindaco Luciano Marcazzan aveva osservato come mancassero le firme del numero di consiglieri previsto per legge. «Abbiamo ripresentato la proposta perché il problema è estremamente delicato ed importante. Come tutti i nostri concittadini», dicono i quattro, «stiamo seguendo l’evolversi del problema tramite i social e il giornale L’Arena poiché il sindaco, perdendo tempo prezioso, dopo oltre un mese dall’uscita della notizia non ha ancora convocato né una pubblica assemblea né il consiglio comunale per informare, discutere e trattare la questione con la comunità. Tale mancanza di notizie, sta destabilizzando la tranquillità di un intero paese», denunciano Bevilacqua, Gecchele, Creasi e Beltrame, «che vive con angoscia e giustificata preoccupazione questa imposizione incontrollata e troppo numerosa per un centro così piccolo come San Giovanni Ilarione. Non serve al sindaco lanciare un sondaggio per conoscere le proposte della comunità (Marcazzan convocherà un’assemblea pubblica non appena avrà elementi di certezza e consultare la popolazione sul da farsi, ndr): già sa benissimo cosa la sua gente vuole e non deve più nascondersi dietro infondate dichiarazioni di democrazia». Tutto si è innescato circa un mese fa quando si è appreso che all’ultimo bando per la ricerca di strutture da destinare all’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati la cooperativa sambonifacese San Francesco ha partecipato indicando la disponibilità di 30 posti a San Giovanni Ilarione. Marcazzan si era attivato subito con la Prefettura ma i tempi lunghi della procedura di verifica e affidamento, uniti al fatto che San Giovanni sia un Comune che un anno fa ha detto no al Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), non ha sinora permesso di avere ulteriori informazioni. Ieri ha cercato di contattare la Prefettura, ma non ha trovato interlocutori e riproverà oggi. Tuttavia, per i consiglieri di minoranza è «doverosa una chiara presa di posizione dell’amministrazione comunale, per palesare esplicitamente il proprio dissenso in modo urgente, prima dell’arrivo dei richiedenti asilo. Riteniamo che chi ci rappresenta debba tutelare la nostra incolumità. Il nostro paese è un angolo verde che necessita di sensibilità: con l’arrivo di 30 migranti nascerà il gravoso rischio di una perdita di controllo e sicurezza che nuocerà al presente e al futuro di tutta la cittadinanza». •

Paola Dalli Cani
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