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22.01.2018

«L’isolamento in montagna non fa bene a nessuno»

I partecipanti alla presentazione dei bandi Psr alla cantina Zambon Vulcano a Roncà
I partecipanti alla presentazione dei bandi Psr alla cantina Zambon Vulcano a Roncà

Mariella Gugole Terrazzamenti vulcanici con storici vitigni arroccati sulle colline di Roncà sono stati la perfetta scenografia per la presentazione dei nuovi bandi Psr (Programma di sviluppo rurule) della Regione Veneto, da parte dell’Associazione per la promozione e la difesa del territorio del Veneto, con una trentina di ospiti fra allevatori, agricoltori e funzionari Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura), che per un giorno hanno trovato casa in un’azienda modello dell’Est veronese: la cantina Zambon Vulcano di Roncà. Un esempio di agricoltura che si evolve e che punta non solo alla coltivazione dei vigneti e alla trasformazione dell’uva in vino, ma, cosa ben più impegnativa, alla collocazione del prodotto sul mercato. Federico Zambon, 30 anni, una manciata di anni fa ha aggiunto valore all’azienda di famiglia mettendoci la firma sulle bottiglie di vini bianchi come il Lessini Durello, il Soave e il Recioto di Soave e, con orgoglio, anche sulla produzione di rossi come il Fidelis, un vino particolare che nasce dal connubio fra Merlot e Cabernet, già apprezzato dalla miglior ristorazione di Verona e Vicenza, e le cui uve maturano sui colli vulcanici che fanno da spartiacque tra le due province. Terreni a perdita d’occhio, visti dal monte Calvarina, meta dei partecipanti al convegno. L’evento ha fatto il pieno di giovani imprenditori agricoli, per lo più dediti alla zootecnia in Lessinia, da Bosco Chiesanuova a Roverè, Velo, San Mauro di Saline, Badia Calavena, Selva di Progno, fino a Vestenanova e Roncà, sulla dorsale est della Val d’Alpone. Marco Passadore, dirigente Avepa dell’Area integrazione territoriale di Verona e Vicenza, non ha nascosto la sua soddisfazione nel vedere insieme tanti imprenditori agricoli, giovani e provenienti dalle diverse realtà dislocate sulle montagne veronesi: «Le parole d’ordine oggi in agricoltura sono diversificare, offrire prodotti di qualità, fare marketing e vendita diretta dei propri prodotti, con reciproco sostegno e una visione che va oltre i confini territoriali. Questi incontri sono forieri di aggregazioni che danno ossigeno al mondo agricolo della nostra Lessinia», ha sottolineato Passadore spiegando che l’isolamento non fa bene a nessuno e chi fa la vendita diretta può vendere al dettaglio anche i prodotti di altri imprenditori, a beneficio di tutti. Con Passadore c’erano Alessandro Cappelletti, responsabile sviluppo imprese agricole Avepa e, Umberto Grigolo, responsabile misure agro-ambientali. Essere in rete, fare aggregazione è un tam-tam inarrestabile nel mondo agricolo giovanile. Lo sa bene Federico Zambon che ha saputo far tesoro della sua formazione pregressa, a suo tempo snobbata e che ora si appresta a diventare anche sommelier: «Ho fatto un percorso di studi che non mi piaceva», confessa il giovane imprenditore, «per diventare perito informatico. Poi mi sono iscritto all’università e ho una laurea in scienze pedagogiche». Sorride. Ora è consapevole che sta mettendo a frutto proprio quegli studi. La rete informatica gli ha spianato orizzonti impensabili: i suoi vini, dalla spiccata mineralità, sono sul mercato estero, in particolare in Russia. Nell’azienda ha realizzato un’area didattica che illustra la sostenibilità nel vigneto, senza l’uso di tecniche invasive, per una buona e sana produzione alla vendemmia, e offre escursioni guidate nei giacimenti di fossili e fra i basalti. •

Mariella Gugole
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