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31.08.2018

L’abbraccio a Marchesini dal mondo del volontariato

Remigio Marchesini, in aprile a Roma, all’incontro con papa FrancescoRemigio Marchesini alla presentazione della Montefortiana
Remigio Marchesini, in aprile a Roma, all’incontro con papa FrancescoRemigio Marchesini alla presentazione della Montefortiana

Il «benzinaio» del volontariato veronese: a cercare un’unica immagine che faccia sintesi di chi era Remigio Marchesini questo viene in mente. Perché lui, che di mestiere faceva il direttore commerciale del pastificio Avesani di Bussolengo, ha sempre definito i prodotti dell’azienda che lo aveva accolto nel 1997 come la «benzina» di alcune delle più importanti manifestazioni veronesi. La «benzina», che si chiamassero tortellini per la Montefortiana o gnocchi per il carnevale, ce l’ha sempre messa il pastificio Avesani, ma a recuperarla ci pensava Remigio Marchesini che si è speso una vita intera per indirizzare sul volontariato aiuti spesso determinanti per poter fare le cose. Ecco perché la sua scomparsa, a 80 anni, ha commosso la provincia intera, quella provincia da cui era arrivato e alla quale è sempre stato legatissimo. Proprio per questo l’ultimo regalo che la signora Agnese ha voluto fare all’uomo col quale ha attraversato decenni di vita è stato riportarlo tra la sua gente. Già da ieri in tanti hanno accolto con commozione la possibilità di vederlo l’ultima volta alla casa funeraria Arena di Caldiero, dove anche oggi sarà possibile fargli visita dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30, prima dei funerali che saranno celebrati domattina alle 10.30 nella chiesa di San Giorgio in Braida, a Verona. Sarà un galà di maschere quello che accoglierà domattina il feretro, «perché Remigio amava profondamente il carnevale, i valori che porta con sé, la cultura e la tradizione ma, soprattutto, guardava con ammirazione quel mondo affollato di volontari che ogni anno, con dedizione e tantissimo lavoro, riaccende la magia del carnevale». È la voce di Loretta Zaninelli, presidente del Coordinamento dei carnevali della provincia di Verona, a rompere il ghiaccio in queste ore difficilissime: «Perdiamo un papà, una guida, un consigliere, una persona di grande equilibrio e diplomazia ma, soprattutto, un grande e appassionato uomo. È stato lui a costruire l’ istituzione del Coordinamento e a portare in alto una realtà che rappresenta migliaia di persone riunite in 112 comitati che realizzano ogni anno quasi 90 sfilate. Gli conferimmo per questo la commenda del Coordinamento». È sempre stato orgoglioso, Marchesini, che i carnevali della provincia fossero firmati Avesani, senza contare l’adozione da parte di alcuni dei comitati cittadini: «Un uomo che ascoltava molto e cercava sempre di mediare, un uomo trasparente che ha sempre amato mettersi alla prova, che ha sempre lottato e messo passione in ciò che ha fatto», ricorda Roberto Bussola, presidente del Comitato benefico Festa de la Renga. E aggiunge: «Ha sempre amato follemente il carnevale per la sua capacità di riaccendere il bambino che sta dentro di noi». Gli fa eco Roberto Villa, El Simeon de l’Isolo: «Un uomo d’altri tempi, che tanto ha dato al mantenimento delle nostre tradizioni anche col suo essere sempre presente come risorsa, proposta, sprone». Basta questo a spiegare perché anche domattina, come in tutte le volte in cui ci si incontrava, ogni comitato sarà presente con le maschere e il proprio gonfalone. Sarà un abbraccio a cui si uniranno i rappresentanti del Gruppo sportivo dilettantistico Valdalpone - De Megni, che 44 anni fa si inventò la Montefortiana: «Ci conoscemmo qualche anno dopo, quando Remigio lavorava alla Paf. Intraprendente come pochi, capì subito le potenzialità della marcia, diventata uno dei suoi fiori all’occhiello. Remigio», dice Gialuigi Pasetto, segretario di sempre del gruppo e pure coscritto di Marchesini, «si sentiva parte integrante della Montefortiana, uno degli artefici del suo successo, che ha sempre legato al successo e alla crescita del pastificio Avesani». In 40 anni l’amicizia si è cementata con il gruppo, con il paese e con tutto ciò che ruota attorno alla Montefortiana: commuove, allora, sapere che proprio grazie alla marcia, lo scorso aprile, Remigio Marchesini era riuscito a coronare il sogno di una vita, cioè incontrare papa Francesco, forse l’unico desiderio espresso per sé da «una persona che ha sempre dato senza chiedere nulla, che con una stretta di mano unica ha trasmesso a tutti forza, che si trattasse del Prefetto come del più umile dei carristi. Remigio è stato questo», conclude Zaninelli, «persona illustre e poro can ed è per questo che lascerà un immenso vuoto che ognuno dovrà riempire col suo comandamento: andare avanti!». •

Paola Dalli Cani
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