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16.01.2019

In corsa tra i vigneti premiati dalla Fao

La presentazione della Montefortiana con i disegni premiati FOTO AMATO
La presentazione della Montefortiana con i disegni premiati FOTO AMATO

Alla 44ª Montefortiana si aggiunge anche sua maestà il risotto al tastasal: non bastassero il mitico minestrone, le succulente salamelle con la polenta, i tortellini al burro fuso e tutta la ricca dispensa a misura di podista, quest’anno, alla corsa delle corse arriva anche uno dei piatti più amati della tradizione veronese. Lo troveranno sul loro percorso i podisti che domenica sceglieranno l’itinerario da nove chilometri del Trofeo Sant’Antonio Abate - Falconeri. È il percorso più breve, quello pensato per le famiglie, e fa buona compagnia a quello intermedio da 14 chilometri e a quello più impegnativo da 20. In comune, i tre tracciati hanno la scenografia naturale, cioè il paesaggio rurale storico italiano delle antiche vigne del Soave che, sempre grazie all’impegno del mondo agricolo, attraverso il Consorzio di tutela del vino Soave, sono entrate di recente tra i 53 siti che nel mondo si fregiano del riconoscimento Giahs (Globally important agricultural heritage system) da parte della Fao. È uno scenario naturale, certificato come patrimonio agricolo di rilevanza mondiale che, dal 1976, il Gruppo sportivo dilettantistico Valdalpone-De Megni ha deciso di condividere con migliaia di persone attraverso il podismo. Si partì da una «marcetta» che mise il tetto (infranto già allora) a mille partecipanti e che nei decenni è cresciuta al punto da arrivare a contare, nella stessa manifestazione, qualcosa come otto diverse iniziative sportive. Il mito appartiene sempre e comunque al «trofeo del patrono» che è una vera e propria festa a cui lo scorso anno parteciparono in 19 mila. Nel 2018 sono arrivati, come accade da decenni, da tutto il veronese, da tutta Italia e anche dall’estero e domenica, alle 8.30, lo spettacolo tornerà a rinnovarsi. Nel cuore di questo scenario naturale unico, che l’uomo e l’arte della coltivazione della terra hanno saputo conservare, da qualche anno si danno appuntamento gli appassionati della corsa in montagna ai quali il Gsd Valdalpone - De Megni dedica due sfide che prenderanno il via domenica alle 8: per i più tosti c’è la Ecomaratona - Clivus, che compie otto anni, e che propone un percorso quasi completamente sterrato di 45 chilometri con un dislivello positivo di 1900 metri. Per i meno «estremi», c’è la quarta Ecorun - Collis, 26 chilometri e 900 metri di dislivello. Al quarto di secolo approda poi un’altra delle super classiche, la «mezza» della Montefortiana, cioè la «Maratonina - Falconeri» che, anche per questa edizione, si preannuncia come una sfida Kenia - Italia: al via ci saranno infatti Philemon Kipchumba, Dennis Bosire Kiyaka ma anche Massimo Leonardi (quarto nel 2018), Isacco Piubelli, Matteo Vecchietti e Dante Tognotto. Si annuncia invece tutta tricolore la gara tra le donne: al via Eleonora Gardelli, Maurizia Cunico, Anna Zilio (seconda lo scorso anno) e Sara Brentarolli e forse parteciperà anche Giovanna Ricotta. Fin qui il parterre, ma alla «Maratonina» le sorprese non sono mai mancate: lo scorso anno sia il podio maschile che quello femminile hanno indossato i colori del Ruanda. •

Paola Dalli Cani
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