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16.10.2018

Il padre dona il sangue per la 150esima volta, la figlia con lui per fare la prima

Padre e figlia festeggiati al Centro trasfusionale del Fracastoro
Padre e figlia festeggiati al Centro trasfusionale del Fracastoro

Centocinquanta volte sì, più una: papà Ervino fa la sua centocinquantesima donazione di sangue ma al centro trasfusionale, al suo fianco, c’è anche sua figlia Valeria che la fa per la prima volta.

Storia di famiglia e di solidarietà quella che qualche giorno fa è stata scritta al centro trasfusionale dell'ospedale «Fracastoro» di San Bonifacio: è qui, infatti, che Ervino Piubello ha effettuato la donazione numero 150 che gli conferisce il titolo di super donatore dell'Avis di Brognoligo-Costalunga. A questo traguardo, infatti, non è arrivato mai nessuno tra i donatori del gruppo oggi guidato da Umberto Panarotto e questo spiega perché il presidente abbia voluto suggellare questo momento accompagnando Piubello (che nella sua vita di donatore è stato anche presidente per due mandati dell'Avis locale) e festeggiandolo con un grande cartello.

Un copione replicato anche per Valeria, la figlia ventiquattrenne di Piubello, che proprio nella stessa giornata ha voluto effettuare la sua prima donazione di sangue. Storia fuori dal comune, quello della prossima dottoressa in Giurisprudenza, perché quattro anni fa si era ritrovata ad essere una delle poche persone chiamate per la donazione di midollo. Tutto era partito dal liceo «Copernico», la scuola che frequentava a Verona, e da un progetto di sensibilizzazione in conseguenza del quale agli studenti era stata proposta la tipizzazione, cioè il prelievo di sangue finalizzato all'inserimento di una persona nella banca dati mondiale dei donatori di midollo. La chiamarono, dall'ospedale di Borgo Trento pochissimo tempo dopo e lei ribadì il suo sì. «La donazione di sangue l'ho sempre rimandata, per via dei mille impegni, ma questo era il momento giusto per farla», ha detto Valeria guardando sorridente papà Ervino.

Lui in famiglia ha sempre parlato di donazione. «L'ho sempre vista ben predisposta», ha spiegato a proposito della figlia, «e per me è un orgoglio averla al mio fianco proprio oggi». Papà Ervino, 64 anni, ha iniziato la sua storia di donatore nel 1973, due anni prima che venisse costituito il gruppo Avis di Brognoligo-Costalunga. Da allora non ha mai mancato un appuntamento. «Esserci riuscito vuol dire esser sempre stato bene», ha sottolineato. Poi ha aggiunto: «Se incontrassi qualcuno che non fa questa scelta, che a parer mio dovrebbe essere compiuta in sordina, mi limiterei a dirgli “Vai”. Non servono tante parole: bisogna darsi una mano, il bisogno è grandissimo e non esistono farmaci che possano sostituirsi al sangue». A dargli ragione è stato il sorriso di Valeria a fine donazione, una soddisfazione che si capiva chiaramente dallo sguardo. Le ha fatto eco l'emozione di Panarotto: «Per l'associazione è un giorno memorabile, è un'emozione grande per questo ideale passaggio di testimone che dà speranza e commuove». •

Paola Dalli Cani
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