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31.01.2018

Festa dell’artigianato premiate tre imprese

I  premiati con i rappresentanti di Confartigianato
I premiati con i rappresentanti di Confartigianato

Paola Dalli Cani Tre storie di piccola grande impresa: sono quelle che Confartigianato ha deciso di omaggiare con un premio consegnato sabato in occasione della tradizionale Festa dell’artigianato promossa dal mandamento dell’Est veronese. Una festa in famiglia, alla quale hanno partecipato molti dei sindaci del comprensorio disegnato tra Albaredo d’Adige, Arcole, Badia Calavena, Belfiore, Caldiero, Cazzano di Tramigna, Cologna Veneta, Colognola ai Colli, Illasi, Montecchia di Crosara, Monteforte d’Alpone, Pressana, Roncà, Roveredo di Guà, San Bonifacio, San Giovanni Ilarione, Selva di Progno, Soave, Tregnago, Veronella, Vestenanova e Zimella. Davanti a questa platea Giorgio Merletti (presidente nazionale di Confartigianato) ha lanciato la sua sfida alla politica: «Rilancio del mercato interno, calmiere alla spesa pubblica, riorganizzazione del sistema Paese». Sono queste le direttrici sulle quali il mondo degli artigiani italiani, attraverso un documento elaborato con Confartigianato Veneto, chiede impegni a chi corre per le politiche del 4 marzo. Un intervento accorato, applauditissimo dai 180 partecipanti all’incontro ospitato quest’anno in Val d’Alpone (al ristorante Tregnago), ma anche una fortissima dichiarazione di consapevolezza del ruolo strategico delle imprese artigiane: «Il Paese lo dobbiamo tirare avanti noi, Confindustria faccia ciò che vuole». Averlo lanciato da qui un messaggio simile attesta la rilevanza dell’area Est, in cui il mandamento guidato da Roberto Iraci Sareri conta 650 imprese. Tra loro ce ne sono tre davvero speciali: Silvio Pagliarini, di Illasi, che produce infissi e ha firmato, giusto per fare un esempio, quelli della splendida Villa dei Cedri di Colà di Lazise. In associazione è il punto di riferimento per il settore legno e ha ricevuto il premio regionale per lo sviluppo economico. A lui è andato il riconoscimento di Confartigianato che è stato assegnato anche a Giorgio Crestan, di Cologna Veneta: Crestan, dopo avere imparato il mestiere come dipendente, a 40 anni ha deciso di scommettere su se stesso facendo impresa. Nel 2003 ha favorito il passaggio generazionale, ma è tutt’ora un riferimento imprescindibile in azienda. La terza impresa premiata è quella che da tre generazioni porta avanti l’abilità nella lavorazione del marmo: Ivano Faccini, di Soave, che quando sposò Annalisa Vesentini scelse di portare avanti l’attività del suocero. La passione l’ha poi trasmessa ai figli Ermanno e Alberto che con la madre guidano l’impresa dopo la prematura scomparsa di Ivano. Storie di famiglia che testimoniano «come l’unione sia il valore aggiunto di questo mandamento», ha sottolineato Iraci Sareri. Andrea Bissoli, presidente di Confartigianato Verona, ha rimarcato ancora l’appello: «Servono riforme per far ripartire il mercato interno e su questo ci impegniamo». L’ultima parola se l’è tenuta Merletti: «Formazione a apprendistato professionalizzante e duale, sfida alla produttività negli enti pubblici e lavoro di cittadinanza: noi siamo per questo!». •

Paola Dalli Cani
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