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03.01.2019

Dino Coltro diventa superstar I bambini lo recitano a teatro

Un gruppo di alunni della primaria Dino Coltro di Brognoligo-Costalunga durante le prove
Un gruppo di alunni della primaria Dino Coltro di Brognoligo-Costalunga durante le prove

Hanno «liberato» Dino Coltro dalla targa sulla quale c’è scritto il suo nome e lo hanno immaginato bambino per far raccontare a lui cos’era la civiltà contadina ed i valori (e la lingua) che la caratterizzava: la «magia» l’hanno compiuta i 257 alunni della scuola primaria Dino Coltro di Brognoligo-Costalunga che, nello spettacolo di Natale, hanno raccontato alle famiglie chi era l’uomo a cui la loro scuola è intitolata da sette anni. Lo hanno fatto replicando l’ormai tradizionale spettacolo musicale (costruito assieme al «maestro con la chitarra» Giuseppe Marchiotto) e aggiungendoci il risultato della prima esperienza di teatro-scuola guidati da Giulia Magnabosco. È nato così Vien che te conto, lo spettacolo che, sintetizzato in un dvd, parteciperà ora al concorso regionale che l’Unione delle Pro loco del Veneto, la Regione e l’Ufficio scolastico regionale hanno voluto per la tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto. Tutto parte da quella targa affissa al muro della scuola, quel nome e cognome che per molti, i primis i bambini, è oscuro: per questo, due anni fa, due insegnanti della scuola hanno iniziato a studiare Dino Coltro, a leggere le opere del cantore della civiltà contadina e a mettere insieme l’idea di farlo diventare patrimonio dei piccoli, rendendo protagonisti proprio loro. Abbozzato il progetto, ancorato alla prima esperienza di teatro-scuola, e ottenuto il via libera del dirigente scolastico Giuseppe Boninsegna a prevederlo come attività curriculare, lo spettacolo di Natale è diventato materia di scuola con l’avvio del nuovo anno scolastico. C’è stato modo di ricavare un ruolo per tutti i 257 bambini, dai cori ai personaggi principali di un racconto in tre quadri che Magnabosco ha scritto anche partendo dalle battute dei bambini raccolte durante lo svolgimento del laboratorio teatrale. «Questa iniziativa mi ha commosso e voglio esprimere tutta la mia gratitudine e riconoscenza», dice Stefano Coltro, figlio del compianto maestro Dino che è stato per vent’anni dirigente scolastico, ma che nella memoria collettiva è l’icona dei valori della tradizione contadina. «Che l’omaggio a mio padre sia partito da una scuola, ambiente che è stato la sua vita, è una doppia soddisfazione», conclude. Nello spettacolo natalizio alla primaria c’è stato spazio per i canti di ieri e di oggi e pure per un viaggio nel tempo che parte da un gioco maldestro che fa cadere la targa col nome di Coltro e fa tornare tutti al filò: i personaggi, impersonati dai bambini, ci sono tutti e ci sono tutte le storie, comprese quelle de I du gobi di Attilio Benetti ed Alessandro Anderloni. I bambini, andando a rovistare negli armadi e nei bauli, hanno pure recuperato gli abiti di un tempo diventati, per lo spettacolo, costumi di scena: il dialetto è diventato infine una sorte di codice comune a tutti loro, compresi i bimbi che hanno la mamma e il papà nati in India o in Africa. È stato uno spettacolo bello (grazie anche al sostegno dell’Avis di Brognoligo-Costalunga e alla collaborazione della compagnia teatrale Sale&Pepe e di School of art), ma anche buono, concluso con una donazione a favore della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Dalli Cani
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