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14.01.2019

Con il sindaco Crestan in paese arrivarono i lampioni e il gas

Ha portato a Monteforte i lampioni, il pavimento alla scuola elementare; e il gas metano: nel giorno del suo novantacinquesimo compleanno Giuseppe Crestan, sindaco dal 1960 al 1965 e dal 1970 al 1975, fa gli auguri al paese che lo ha adottato. «Sono nato a San Bonifacio e a Monteforte ci sono arrivato nel 1952, sposo della mia amata Giovanna Muzzolon: a questo paese che mi ha accolto e poi voluto come sindaco voglio dire di volersi bene. Tutto quello che c’è oggi, che si dà per scontato, è stato costruito con enormi sacrifici». Crestan di mestiere, per 40 anni, ha fatto il maestro elementare: Prova, Locara, Volpino di Zimella, Castelvero, Roncà «e poi 35 anni filati alle elementari di Monteforte. È stata un’esperienza bellissima, e mi sono commosso quando qualche mese fa i miei allievi della classe 1948 hanno fatto la festa dei 70 anni invitandomi», dice. Dalle sue classi sono passati bimbi destinati a diventare imprenditori noti in tutta Italia per il loro vino e per l’impegno nell’industria, «Ma il mio vanto è aver fatto scuola ad un vescovo», rivela Crestan. Sfoglia gli album che spesso gli fanno compagnia, e mostra la foto che lo ritrae, nel febbraio di otto anni fa, alla festa montefortiana organizzata per la nomina a vescovo di Concordia-Pordenone di monsignor Giuseppe Pellegrini. «Giuseppe», ricorda il suo maestro, «né scarso né bravissimo, nella media ma semplice, buono, un bambino molto equilibrato». La scuola è stata la vita del maestro Crestan e una delle priorità del suo impegno da sindaco: «Ricordo con orgoglio il 1962, anno in cui potemmo sostituire le assi di legno con i pavimenti alla scuola elementare». «Dieci anni dopo riuscimmo ad avere a Monteforte i ministri Guido Gonella, Luigi Gui e Antonio Bisaglia. Fu qualcosa di storico e l’occasione fu l’inaugurazione della scuola media». A sentirlo parlare Crestan è un libro di storia contemporanea: racconta dell’arrivo della pubblica illuminazione nel 1961 e della sofferta metanizzazione del paese, due anni più tardi: «Scavarono sotto alla ferrovia, all’ Alpone, alla statale e all’autostrada e poi crearono le trincee a terra, in centro paese, per farci passare i tubi del metanodotto. Il giorno prima della consegna, dalla Falc ci dissero che i tubi non sarebbero arrivati perché erano stati destinati alla Russia come danni di guerra. Era impensabile lasciare il paese in quelle condizioni, così chiamai il ministro Giuseppe Trabucchi e riuscii a spuntare la consegna di un solo camion di tubi, quel che serviva per chiudere le trincee». «Fu una modernizzazione importantissima», sottolinea Crestan, «frutto di un lavoro fatto assieme al sindaco di Soave Valentino Perdonà: ci accordammo per la realizzazione di due enormi cisterne gemelle, da posizionare nei pressi del cimitero di Monteforte, e accettammo la condizione imposta, cioè erogazione solo di notte perché di giorno il gas serviva alla zona industriale di Mestre. Credo che spirito collaborativo e vicinanza alla gente siano le doti di un buon sindaco». «Valeva ieri», considera Crestan passando l’ideale testimone al sindaco che tra qualche mese il paese eleggerà, «e vale più che mai anche oggi». •

P.D.C.
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