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14.09.2017

Bolca e l’Unesco
Esperto di vulcani
benedice le nozze

Marco Stoppato e Luciano Vanzo in visita ai Basalti colonnari di San Giovanni Ilarione
Marco Stoppato e Luciano Vanzo in visita ai Basalti colonnari di San Giovanni Ilarione

«Posti da urlo, ma serve riportare alla luce, soprattutto per chi non è un addetto ai lavori, tutto il loro valore». Così Marco Stoppato, geologo documentarista col pallino dei vulcani, «benedice» la candidatura Unesco dell’area della Val d’Alpone.

«Mi ha invitato l’amico Luciano Vanzo», spiega, «e per me è un ritorno a casa. La scintilla per la geologia è scoccata qui, a Bolca quando avevo otto anni, e mi faceva piacere riscoprire il territorio anche alla luce del prestigioso obiettivo a cui si sta lavorando. Sono venuto anche per capire se e come “Vulcano esplorazioni”, l’associazione di divulgazione scientifica che ho co-fondato nel 1996, può contribuire».

È una mano tesa quella di Stoppato, che accompagna però un richiamo: «I basalti colonnari di San Giovanni Ilarione, anche per come testimoniano le antiche stampe, sarebbero un posto da urlo: oggi, purtroppo, sono coperti da vegetazione se non invisibili, difficilmente raggiungibili e abbandonati a loro stessi. Questo, ma anche tutto il ragionamento sull’interazione tra vulcani e lagune, ha un suo fascino e un suo valore ed è importante esserne consapevoli perché l’Unesco dà visibilità».

Tutto, valore dell’area e candidatura Unesco, è ancorato all’universale valore di Bolca che, dal punto di vista turistico, è l’attrattiva. «Sto lavorando ad un itinerario didattico su Bolca», dice Stoppato, che da fotografo si è spinto fin alla bocca dei vulcani attivi del mondo e ne ha svelato i segreti coi suoi reportage, «e potrebbe essere aperto sui Basalti colonnari».

I monti Calvarina e Crocetta sono forse i vulcani più famosi, ma praticamente tutte le colline e collinette della valle sono di origine vulcanica come i famosissimi Basalti, colate dell’Oligocene cristallizzate in forma esagonale: abbastanza, insomma, per giustificare il sì di Stoppato all’invito di Vanzo, paleontologo dilettante che più specie sconosciute ha regalato alla scienza e alla ricerca grazie alle sue scoperte.

«Qui di materiale per costruire geoturismo ce n’è a bizzeffe», dice Stoppato, ricercatore e già consulente di Discovery channel, «ma per avere un riscontro turistico i punti panoramici e quelli che io chiamo “spot”, cioè micrositi con un valore specifico, devono essere perfetti. Non sto criticando nessuno», chiarisce, «dico solo che di materia prima da far fruttare ce n’è, ma serve molto lavoro».

Una mano la darà la due giorni di convegno su «Bolca: un patrimonio storico-paleontologico da valorizzare. Stato delle ricerche e dei programmi futuri». Si svolgerà il 17 e 18 novembre tra museo civico di Storia naturale di Verona e museo dei fossili di Bolca. Proprio la tavola rotonda su «Val d’Alpone-faune, flore e rocce del Cenozoico» (che è anche il nome dell’associazione temporanea di scopo costituita per preparare il dossier della candidatura Unesco) concluderà la prima giornata e farà scattare il trasferimento a Bolca per la seconda, fortemente incentrata sulla candidatura Unesco. Giamberto Bochese, presidente dell’Ats, ha approfittato dell’occasione per consegnare a Stoppato l’invito: si sa mai che questo comporti un prossimo vicino ritorno.

Paola Dalli Cani
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