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11.10.2018

È un matrimonio di interessi: castagne e Durello

Le novità del settore vitivinicolo, le prospettive per il Durello ma anche l’idea di valorizzare e tutelare ancora di più l’area di produzione mappando una nuova località Durello: sono le direttrici attorno alle quali, oggi al teatro parrocchiale, la Coldiretti locale, di concerto col Comune, alza il sipario sulla 83ª Sagra delle castagne e del vin Durello che la Pro loco di San Giovanni Ilarione propone fino a lunedì. Le novità, dopo più di ottant’anni di storia, si leggono già nella denominazione della festa che per il primo anno omaggia anche il Durello, il vino principe dell’alta Val d’Alpone. E Coldiretti, che ogni anno inaugura la sagra proponendo un’occasione di approfondimento tecnico, torna a proporre un focus sulla Doc poco più che trentenne che si estende tra Est veronese e Ovest vicentino. La prima parte del convegno, in programma dalle 20.30, avrà portata generale con l’intervento di Domenico Bosco, dell’ufficio vitivinicolo-area economica di Coldiretti, su «Aggiornamenti normativi settore vitivinicolo». La seconda, invece, sarà più marcatamente dedicata al Durello a partire da «Novità e prospettive» portate a San Giovanni Ilarione dall’agronomo Ermanno Murari con l’introduzione di Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Durello. A moderare l’incontro interverrà Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona. Fin qui la parte tecnica di un incontro che sarà l’occasione per riflettere sul piano locale attorno a Durello e non solo. In questa direzione andrà il saluto di Silvia Marcazzan, che guida la Coldiretti ilarionese, e del sindaco Luciano Marcazzan. Proprio in occasione dell’incontro che apre la sagra, il primo cittadino annuncerà l’avvio di un lavoro di ricognizione del territorio comunale finalizzato all’individuazione di un’area da battezzare come «località Durello». Anche San Giovanni Ilarione, così, nel celebrare le intriganti bollicine del Durello, risponderà all’invito che da tempo vede impegnato il Consorzio tutela, verso le amministrazioni dei comuni della Denominazione, affinchè ogni paese «battezzi» Durello un’area, così da salvaguardarne il nome, la tipicità e il legame col territorio a partire dalla Durella, l’uva che del Durello è la mamma. •

P.D.C.
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