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03.01.2018

Uno Sprar per sei Comuni «Immigrati gestiti insieme»

Il sindaco Alessio Albertini
Il sindaco Alessio Albertini

Zeno Martini Con voti unanimi, il Consiglio comunale (assenti però tutti i consiglieri di minoranza) ha fatto proprio il protocollo d’intesa tra i Comuni di San Bonifacio, Arcole, Belfiore, Bevilacqua, Bonavigo e Monteforte, per le politiche di accoglienza dei richiedenti asilo, nell’ambito del Sistema di protezione degli immigrati e rifugiati, con una parola dello Sprar. Infatti, i sei enti locali hanno aderito alla proposta del prefetto Salvatore Mulas di predisporre e presentare al ministero dell’Interno uno Sprar che regoli l’accoglienza e la gestione degli immigrati e fissi un tetto massimo di presenze in ciascun paese. «Abbiamo deciso di aderire ad un sistema integrato di accoglienza dei richiedenti asilo», ha spiegato in assemblea il sindaco Alessio Albertini, «perchè è un metodo che consente ai Comuni di intervenire e di disciplinare direttamente i centri di emergenza dove vengono accolti i richiedenti asilo, al contrario dei Cas, centri di accoglienza straordinaria, sui quali i Comuni non hanno alcuna possibilità di dire la loro». «Lo Sprar assicura ai Comuni la clausola di salvaguardia, ossia il limite di tre richiedenti asilo da accogliere, ogni mille abitanti», ha sottolineato Albertini. A Belfiore si trovano attualmente ospitati otto giovani immigrati africani, ospitati in un Cas. Belfiore ne potrebbe accogliere al massimo nove. «Due alla volta, i nostri richiedenti asilo vengono già impiegati dai nostri uffici comunali per svolgere lavori di pubblica utilità», ha ricordato il sindaco, «inoltre, attraverso il Centro di formazione permanente in età adulta di San Giovanni Lupatoto, in coordinamento sia con la parrocchia di Belfiore che con la Caritas parrocchiale, gli otto giovani richiedenti asilo stanno studiando per imparare a parlare, a leggere e a scrivere in italiano correttamente». «Da solo Belfiore non avrebbe potuto realizzare un progetto di accoglienza per richiedenti asilo, perché uno Sprar è complesso», ha fatto notare il primo cittadino, «così abbiamo trovato un accordo con altri cinque Comuni, di cui è capofila San Bonifacio, per redigere e gestire un progetto Sprar, che andremo a definire tutti insieme». I sei enti locali potranno così individuare i luoghi di accoglienza e l’ente privato che si occuperà di alloggiare e gestire direttamente la presenza dei richiedenti asilo nei sei paesi. «Coinvolgendo sei Comuni, il flusso di denaro che arriverà per coprire le spese e per il mantenimento degli immigrati, sarà considerevole. Questo denaro verrà gestito direttamente dal Comune di San Bonifacio, che ha una struttura in grado di far fronte a tutte le impedenze legate allo Sprar». •

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