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24.02.2018

Vino, patto con la Stiria

I viticoltori della Stiria, Austria, incontrano i soavesi
I viticoltori della Stiria, Austria, incontrano i soavesi

Soave e Stiria: prove di gemellaggio nel segno del vino. A Soave si è tenuto il primo incontro tra due realtà da cui sono nati importanti progetti di valorizzazione dei vini vulcanici. Due paesaggi mozzafiato, due vini di qualità e due comunità operose sono gli elementi caratterizzanti e unificanti del progetto «Steirisches Vulkanland» della Stiria, in Austria, e di «Volcanic wine park», nato nel territorio vulcanico del Soave e del Lessini Durello in Italia. «Il progetto di sviluppo rurale Vulkanland, legato ai vini vulcanici, nasce in Stiria circa 20 anni fa grazie alla lungimiranza di alcuni produttori di vino e di insaccati», ha spiegato nella sua visita Stefan Krispel, giovane e dinamico animatore dei «Viticoltori eruttivi», presentando alcuni dei suoi vini. «Da quell’idea, tutto il sistema territoriale ha sviluppato progetti produttivi e di accoglienza che hanno trasformato in pochi anni quest’area nella zona a più alta attrattività turistica dell’Austria, mettendo in rete agricoltura, artigianato, commercio, storia e turismo». Sono 33 i Comuni austriaci coinvolti ed interessati al progetto, ovvero oltre 100 mila abitanti e una superficie a vite di 1400 ettari, equivalente a quella del Soave Classico. «Gli innovativi progetti di sviluppo», ha proseguito Krispel, «sono stati realizzati collaborando con tutti gli attori del territorio e soddisfacendo gli obiettivi di sviluppo di tutta l’economia sociale». Il sindaco di Soave, Gaetano Tebaldi, e i rappresentanti del Consorzio di tutela del vino Soave, col direttore Aldo Lorenzoni, hanno presentato agli ospiti della Stiria i valori del sistema Soave, declinato in 7.000 ettari di vigneto in 3mila aziende viticole, mettendo in evidenza il ruolo strategico della cooperazione e dell’identità. Il progetto Volcanic wine park, nato 10 anni fa e trasformato recentemente in club di prodotto, grazie allo stimolo della Regione con l’aggregazione di strutture ricettive, fa tesoro di questa chiave di lettura territoriale. «Poter contare su esperienze simili nell’ambito dell’Unione Europea ci consente di proporre nuovi piani di sviluppo, proponendoci come rete di comprensori vulcanici», spiega Lorenzoni, ideatore di Volcanic wine park. «Nel progetto possono essere coinvolti altri Paesi e prodotti, come il vino Tokaj ungherese, l’isola di Santorini e le isole del Portogallo». L’impegno delle comunità soavese e stiriana è ora quello di continuare il confronto a «Prowine» dove i produttori della Stiria presenteranno vini vinificati completamente in vasche di basalto e a Vinitaly dove saranno proposti tutti i vini vulcanici. •

Z.M.
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