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21.01.2018

Studioso, docente, direttore, i mille volti dello zoologo

Visitatori oggi al museo di storia naturale di Verona
Visitatori oggi al museo di storia naturale di Verona

Nella ricostruzione del museo di storia naturale, a palazzo Pompei a Verona, Sandro Ruffo inizia dall’istituzione di una biblioteca scientifica e, grazie alla rivista del museo che permette numerosi scambi, il patrimonio librario diventa di anno in anno, più consistente. Con Francesco Zorzi e Angelo Pasa inizia a lavorare al museo svolgendo attività di ricerca. Zorzi svolge scavi archeologici, Pasa scavi paleontologici e Ruffo porta avanti campagne naturalistiche, tra il ’48 e il ’68, in Puglia e alle isole Tremiti, sugli Appennini, nel golfo di Napoli e alla stazione di zoologia partenopea. Dal ’52 è docente in zoologia. Tra il ’57 e il ’64 è professore associato di entomologia all’università di Modena. In qualità di zoologo è anche conservatore del museo di storia naturale di Verona dal 1945 e ne diverrà direttore nel 1964. Presenzia all’inaugurazione del rinato sito, il 9 marzo 1952, quando arriva anche il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, e alla sua riapertura al pubblico nel ’65, dopo anni di lavori radicali di rinnovamento e con nuovi allestimenti. Ruffo fonda anche l’Associazione nazionale dei musei scientifici, organismo di cui sarà presidente dal 1973 al 1980. È fautore e proponente di un museo nazionale di storia naturale a Firenze. Riceve la medaglia d’oro dei Benemeriti della Cultura nel 1983. E viene fatto socio dell’Accademia nazionale dei Lincei e componente della Commissione musei nel 2007. Gli viene conferita la laurea ad honorem in Conservazione e gestione del patrimonio naturale, all’università di Bologna. Svolge il compito di consulente scientifico di alcuni nuovi musei di storia naturale come quello di Malcesine e di Montebelluna e partecipa al rinnovamento dei musei di storia naturale di Trento e Brescia. Gli vengono conferiti: il Premio Cangrande nel 1977, il San Zeno nel 1980 e la Medaglia «Città di Verona» nel 2001. A lui sarà intitolato il Parco dell’Adige nel 2005. Ruffo nella sua carriera firma oltre 400 pubblicazioni, alle quali si aggiungono collane faunistiche, direzioni di enciclopedie, manuali naturalistici e 35 quaderni del Cnr, il Comitato nazionale per la ricerca scientifica. Dal 1980 al 2010 sarà sempre presente al museo, nel suo studio, infaticabilmente dedito alla ricerca, prodigo di consigli e di interesse per il «suo» museo di cui ha seguito cambiamenti e trasformazioni, sempre proiettato al futuro, costantemente rivolto ai giovani, uomo di profonda sensibilità e di attenzione verso tutti. Stimato dall’intero mondo scientifico, cui non farà mai mancare la sua esperienza e competenza e soprattutto la sua umana disponibilità, Ruffo farà infine una donazione al museo di Verona di 52 mila euro e donerà alla città pure parte della sua collezione di Anfipodi, della sua miscellanea e della biblioteca scientifica. Secondo la sua volontà, espressa nell’atto di donazione, viene messo a concorso ogni anno il premio «Professor Sandro Ruffo» per specialisti zoologi, che consiste in una borsa di studio di tremila euro. • Z.M.

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