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14.02.2018

Storia della povertà condizione antica ma molto moderna

«Carità pubblica e carità privata in età moderna: povertà e infanzia abbandonata». Questo il tema che la professoressa Elvira Chiosi e il dottor Aniello D’Iorio presenteranno domani, alle 15, in sala civica di Vago per l’Università popolare di Lavagno. Antico come il mondo, nell’età della globalizzazione, il problema della povertà si presenta drammaticamente anche nei paesi considerati ricchi. Dopo lunghi anni di una crisi, non solo economica, oggi più che mai si avverte la difficoltà di comprendere e definire i termini che descrivono questo fenomeno. Ricostruire, sia pure a grandi linee, la storia di alcune politiche di contrasto alla povertà dell’età moderna può aiutare la riflessione sui tempi contemporanei. Dai primi decenni del Cinquecento in Europa il fenomeno del pauperismo assunse dimensioni allarmanti, spingendo i governi ad adottare provvedimenti coercitivi per controllare vagabondi e poveri oziosi. In un contesto pieno di forti contraddizioni, la carità rappresentò un importante strumento per disciplinare, conservare l’ordine sociale, tutelare le leggi e affermare l’etica del lavoro e della famiglia. Fondamentale risultò la formazione degli stati moderni per la riforma della beneficenza. Mentre nei paesi protestanti si secolarizzarono tutti i beni delle opere di beneficenza ecclesiastiche, in quelli cattolici, soprattutto italiani, una serie di istituzioni di beneficenza viene creata o riformata dai nuovi ordini dei teatini, barnabiti, gesuiti, somaschi e dalle confraternite. Ma è nella seconda metà del ’700 che l’influenza delle teorie filantropiche si avvertì anche in questo campo, ponendo le basi di un diritto dell’individuo e quindi di un diritto dei poveri concepito come principio di assistenza. Dal XVI al XIX secolo sorsero molte istituzioni di beneficenza, non solo ospedali per ogni malattia, ma anche orfanotrofi. Tra le numerose iniziative, quella della Santa Real Casa dell’Annunziata a Napoli, con quattro opere: l’ospedale, la ruota per accogliere e poi allevare i bambini esposti, il conservatorio per le fanciulle e la Chiesa. •

G.C.
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