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21.02.2019

Mura merlate, può riprendere il restauro

Parte delle mura che verranno restaurate:  evidenti le transenne
Parte delle mura che verranno restaurate: evidenti le transenne

Da sei anni, a Soave non sono più stati condotti interventi di conservazione e consolidamento del patrimonio murario medioevale che presenta i tipici merli ghibellini. Il muro cinge la cittadina da secoli (la prima cinta muraria lungo il Tramigna risalirebbe infatti al VI secolo, ampliata e potenziata nel X secolo, periodo coevo alla costruzione del castello). Il 2019 potrebbe essere l’anno buono per la ripresa dei lavori di restauro di un tratto di cinta merlata (dalla sezione 11 alla sezione 13), esattamente la parte a sud est del borgo, che va da Porta Verona a Porta Vicentina costeggiando piazza Cavalli, via Ruffo e Borgo Covergnino. Un tratto di muro medioevale in degrado, con le torri 10 e 12, quella d’angolo e quella centrale, che rischiano di crollare alla prossima scossa di terremoto: presentano infatti vistose crepe, con distacchi. Le torri, va ricordato, sono in tutto 24. Questo tratto di muratura è particolarmente importante perché si trova all’ingresso principale del borgo storico e proprio a causa del suo degrado è chiuso e transennato. Per questo pezzo di monumento il Comune ha già acquisito i permessi a intervenire dai vari enti, compreso il nulla osta della Soprintendenza ai beni monumentali e ambientali, e c’è anche il progetto definitivo approvato dalla Giunta comunale. Il sindaco, Gaetano Tebaldi, aveva interessato la Fondazione Cariverona dell’intervento di conservazione e di consolidamento di questo tratto di muro merlato. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione ha esaminato la proposta e ha appena disposto a favore del Comune di Soave a questo scopo un contributo di centomila euro. Un’ottima notizia per l’amministrazione soavese, che ha fatto ripartire immediatamente l’iter progettuale e burocratico per definire ed avviare l’intervento. «Non appena avremo approvato il bilancio consuntivo dello scorso anno, il che avverrà entro la fine di aprile», fa sapere il sindaco, «calcolato l’avanzo di amministrazione che abbiamo a disposizione e che potremmo utilizzare pure per questo intervento, daremo subito l’incarico tecnico per stilare il progetto esecutivo». L’intervento di consolidamento e conservazione del tratto di muro lungo via Ruffo a partire da Porta Verona ammonta a un milione e 150 mila euro circa, stando al progetto definitivo. «Grazie ai fondi dell’avanzo di gestione che sono stati sbloccati e che quindi ora possiamo impiegare e con altri soldi che abbiamo previsto in bilancio», ammette Tebaldi, «e aggiungendo la somma che ci è stata concessa dalla Fondazione Cariverona, riusciremo a eseguire i lavori, forse già a partire dalla fine di quest’anno, al massimo nel corso del 2020». «Per ottenere il rilascio di tutte le autorizzazioni necessarie e affidare l’appalto dei lavori, è importante arrivare quanto prima al progetto esecutivo», aggiunge Tebaldi. Sarebbe il suo primo intervento dedicato alla cinta muraria di difesa, il primo tratto di mura ghibelline che la sua amministrazione andrebbe a recuperare e salvare, dopo gli interventi condotti dalle amministrazioni dei predecessori, i sindaci Giorgio Magrinelli e Lino Gambaretto. Occorre tenere anche presente che al Comune di Soave sono stati destinati 800 mila euro dal ministero per i Beni culturali e ambientali, disponibili tra tre anni e che nel 2022 dovrebbero essere girati direttamente alla Soprintendenza veronese allo scopo di restaurare proprio questo tratto di circa 200 metri di mura merlate del VI-X secolo. «D’intesa con il Mibac, stiamo cercando di capire se questi soldi possano essere anticipati ed erogati alla Soprintendenza già nel 2020», svela l’assessore a patrimonio e lavori pubblici Marco Vetrano, «se così fosse, con i centomila euro della Fondazione Cariverona arriveremmo a coprire 900 mila euro, ossia buona parte della spesa per condurre i lavori e al Comune rimarrebbero da coprire solo 200 - 250 mila euro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Zeno Martini
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