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14.01.2019

Moscatello, il rischio-alluvione qui è realtà

Sopralluogo dell’Alta pianura veneta a Valle Tremenalto
Sopralluogo dell’Alta pianura veneta a Valle Tremenalto

Sos per località Moscatello da parte della famiglia Valentini: «A distanza di oltre quattro mesi il rivo Tremenalto (noto anche come Moscatello, ndr) è ancora in condizioni precarie e temiamo che un altro violento evento meteo possa peggiorare la situazione che stiamo vivendo dal primo settembre». «Abbiamo vendemmiato in ginocchio», prosegue la richiesta, «perché i vigneti sono ancora sommersi da metri cubi di materiale franato dai versanti, e temiamo che possa ricapitare perché il rivo non ha capacità e abbiamo paura anche per la Valle Camilla che corre attorno alle nostre case». È un appello in piena regola quello che si alza dalla famiglia Valentini, lo rivolgono insieme il padre Arsenio e i figli Giovanni e Silvano: abitano nella contrada Moscatello, ai piedi del versante di Fittà che guarda a Montecchia di Crosara, e sono stati tra i più danneggiati dal disastroso nubifragio del primo settembre scorso. «Siamo in un posto lontano, un po’ dimenticati e abbiamo atteso pazientemente perché sapevamo che c’erano emergenze ben più gravi: ora, però, dopo una siccità così prolungata ci preoccupa il tipo di pioggia che dobbiamo attenderci e crediamo sia ora di risolvere anche i nostri problemi». In piena emergenza sono stati il Consorzio di bonifica Alta pianura veneta e il Comune di Soave ad occuparsi della liberazione della Valle Camilla, questo il nome del corso d’acqua che era stato completamente ostruito da materiale franato dai versanti. Materiale che è rimasto al Moscatello per mesi e che a breve l’Alta pianura recupererà. È questo l’impegno che si è assunto il Consorzio in occasione di un sopralluogo scaturito proprio dall’appello dei Valentini, alle prese col problema più complesso legato all’alto strato di terra che ancora ricopre buona parte dei 2.500 metri quadrati coltivati a Garganega. «Un danno da oltre 17 mila euro», ricordano oggi i viticoltori facendo riferimento ai costi stimati per alleggerire i vigneti del materiale di deposito. I Valentini guardano, però, allo scolo: «È tantissimo tempo che qui non passa nessuno e la valle (quella del Tremenalto, ndr) si è ridotta così», sottolinea Arsenio mostrando il corso d’acqua che scorre quasi a piano campagna. Deposito in alveo, certo, ma c’è da dire che se gli argini naturali si intravvedono appena, si vedono benissimo invece filari di vite ancorati lungo le fasce di rispetto. I tecnici di Alta pianura muovono l’appunto, ma l’anziano Arsenio, i cui terreni lambiscono gli argini a valle, alza le mani e assicura: «Li rimuoveremo a brevissimo così si potranno fare gli interventi». In questo modo si creeranno le condizioni perché il Consorzio Alta pianura possa provvedere al ripristino e alla messa in sicurezza del piccolo scolo coinvolgendo, ovviamente, anche i proprietari dei terreni di monte e quelli confinanti. Sarà un lavoro a quattro mani perché, replicando il primo intervento, dovrebbe concorrere anche il Comune di Soave nel collaborare alla rimozione del materiale di deposito che è stato tirato via e ammucchiato nei pressi della Valle Camilla, corso d’acqua che quella notte esondò e rigurgitò allagando anche l’abitazione di Silvano Valentini. Domani, proprio per questo, Alta pianura veneta e Comune di Soave effettueranno un sopralluogo congiunto così da iniziare la fase di ripristino attesa da mesi al Moscatello. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Dalli Cani
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