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27.12.2017

Ma a Soave il servizio si è interrotto: non c’è più la sede

Fulvio Soave dell’Hotel Best Western fondatore di Mamma Anna
Fulvio Soave dell’Hotel Best Western fondatore di Mamma Anna

Zeno Martini Dopo due anni di servizio, la seconda mensa dell'associazione Mamma Anna, aperta a Soave in via Mere, ha cessato il servizio. Da circa tre mesi non vengono più offerti gratuitamente a mezzogiorno i pasti caldi a persone bisognose del paese, che non hanno i mezzi per poter garantirsi un pasto quotidiano. «Si tratta di italiani», assicura Fulvio Soave, promotore e responsabile del servizio di refezione su base volontaria chiamato appounto Mamma Anna. «Ogni giorno si presentavano a pranzo a volte due o tre persone, altri giorni sei o sette. Comunque la media era di quattro o cinque pasti al giorno», continua Soave. Da due anni, il servizio voluto dal gruppo Alpini soavese e dall’Amministrazione comunale, era accolto all’interno dello stabile della parrocchia, dato in comodato d’so all’associazione «Noi, voi e l’oro», la quale ha dovuto utilizzare lo spazio che era stato concesso a Mamma Anna, per installare un ascensore a servizio dei diversamente abili di cui si occupa la onlus e che così possono raggiungere anche il piano superiore della casa. FULVIO SOAVE ha così cercato di vedere se la parrocchia poteva concedere uno spazio alternativo, ma negli spazi parrocchiali non è stato possibile trovare un posto, «in quanto si tratta di locali non a norma», hanno riferito dalla parrocchia a Soave. Che non si è dato per vinto e si è rivolto sia all’amministrazione comunale, che al gruppo alpini, per trovare una alternativa. «Purtroppo la sede concessa agli Alpini dal Comune (l'ex giassara dentro Porta Aquila, ndr) non dispone di un servizio igienico e quindi non possiamo trasferirci nemmeno in quel sito», dice sempre Fulvio Soave. «Anche un paio di consiglieri di maggioranza hanno provato a cercare altre sedi, ma per una ragione o per l’altra, non è stato trovato nulla di confacente». A questo punto, dovendo lasciare libera la sede di «Noi, voi e l’oro» per l’avvio dei lavori e non avendo trovato una nuova mensa per i poveri, Fulvio Soave ha chiamato a raccolta i volontari. «Ho spiegato loro che il servizio a malincuore, doveva chiudere e ho chiesto ai volontari di proseguire nel loro impegno alla mensa Mamma Anna di San Bonifacio», spiega. «Alcuni hanno accettato e sono venuti a operare a San Bonifacio, ma altri hanno smesso di fare servizio», riferisce Soave. Il quale si pone una domanda, in realtà rivolta a tutta la comunità di Soave. «Possibile che un centro importante come Soave, non trovi un luogo adatto per questo servizio gratuito?». Certo è che molte attività e gruppi di volontariato sono impegnati sul fronte dell’accoglienza e della promozione turistica. Ma c’è anche la necessità di prestare attenzione a queste persone, che non sono visitatori, non portano soldi, ma non hanno di che sfamarsi. «Saranno anche poche, ma quelle poche da tre mesi non mangiano tutti i giorni, come invece facevano prima, quando la nostra mensa era aperta e assicuro che si tratta di italiani, non di stranieri», aggiunge il responsabile di Mamma Anna. «Insomma due anni fa ci hanno chiamati per avviare questo servizio anche a Soave e ora non troviamo più ospitalità». AL SODALIZIO servirebbe uno spazio per la refezione che si trovi nel capoluogo, non in una frazione, dotato di servizio igienico e acqua corrente. Non serve che vi sia una cucina, perché i pasti caldi, vengono portati dalla mensa di San Bonifacio. «Mi sono attivato in prima persona per portare questo servizio in paese, quando ero vicesindaco», ricorda il sindaco Gaetano Tebaldi. «È vero che non erano molti quelli che usufruivano di questa mensa, ma qualcuno che andava a mangiare c’era». «Purtroppo, come Comune, non abbiamo uno spazio adatto da poter adibire a refettorio e da concedere a Mamma Anna. Anche noi ci siamo dati da fare con la parrocchia, per cercare una soluzione, che purtroppo, finora non abbiamo trovato», si dice rammaricato il sindaco. Ogni anno il gruppo ciclistico soavese sosteneva la mensa dei poveri, con un contributo che serviva a far fronte alle spese vive per gli alimenti. Ma non è tardi per riattivare questo prezioso servizio, seppur per pochi. IN FEBBRAIO infatti Soave chiamerà a raccolta i propri volontari addetti alla refezione, per fare il punto della situazione. Chissà che per allora una soluzione non si trovi e qualcuno si faccia avanti, privato, azienda o associazione che sia e che metta a disposizione di Mamma Anna uno spazio idoneo per continuare a garantire questa attenzione verso gli ultimi. Un servizio che continua a funzionare con numeri sorprendenti di avventori, sia a San Bonifacio, che a Ronco all’Adige. •

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