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05.02.2018

La «Bandiera arancione» issata fino al 2020

L’assessore Alice Zago e il sindaco  Gaetano Tebaldi con la Bandiera arancione del Tci a Genova
L’assessore Alice Zago e il sindaco Gaetano Tebaldi con la Bandiera arancione del Tci a Genova

Zeno Martini Soave rimarrà Comune Bandiera arancione del Touring club d’Italia (Tci) fino al 2020. Alla Conferenza nazionale di tutti i Paesi Bandiera arancione, convocati dal Touring Club d’Italia nel Palazzo Ducale di Genova, il paese rappresentato dal sindaco Gaetano Tebaldi e dall’assessore alla cultura e turismo Alice Zago ha ottenuto la conferma del marchio di eccellenza turistica per il prossimo triennio poiché ha rispettato i parametri previsti dal disciplinare del marchio di qualità. Dunque, alla fine del triennio, Soave raggiungerà i 20 anni esatti con la qualifica di paese Bandiera arancione. Sono attualmente 227 le località italiane che possono vantarsi di questo marchio, a fronte delle 2.838 domande che sono giunte negli ultimi tre anni e che sono state accuratamente vagliate dal Tci. I criteri da rispettare sono cinque, relativi all’accoglienza, alla ricettività, all’attrazione turistica, alla qualità ambientale e alla qualità e struttura della località. I Comuni veronesi Bandiera arancione, per i prossimi tre anni, rimangono due: l’altro è Malcesine. Nove in totale quelli veneti: i due veronesi, Arquà Petrarca, Montagnana, Marostica, Asolo, Sappada, Portobuffolè e Mel. «Si tratta di un marchio importante e di prestigio per un turismo di qualità», evidenzia il sindaco Tebaldi, «un marchio strategico che va a riconoscimento di quanto amministrazione comunale, operatori di settore ed associazioni di volontariato stanno facendo per promuovere e attrarre i turisti sul territorio». Lo scorso anno dall’Ufficio turistico Iat dell’Est Veronese sono transitati oltre 20 mila turisti, ma in totale quelli ha hanno soggiornato nel territorio potrebbero essere tre volte tanti. Al meeting di Genova, sono intervenuti 150 tra sindaci e amministratori in rappresentanza di altrettanti paesi Bandiera arancione. Hanno preso la parola al meeting e alla premiazione dei vecchi e nuovi paesi Bandiera Arancione, il sindaco di Genova Marco Bucci, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, l’assessore regionale al turismo della Liguria Giovanni Berrino, il direttore generale del Touring Club italiano Lamberto Mancini, il presidente del Tci Franco Iseppi e il presidente dell’associazione Paesi Bandiera arancione, nonché sindaco di Dolceacqua, Fulvio Gazzola. La Regione che annovera il maggior numero di paesi Bandiera Arancione è la Toscana, con 38 centri riconosiuti, seguita da Piemonte con 28 e Marche con 21. Si tratta di piccoli centri con storia e arte da vendere - bellezze naturali invidiabili, borghi medioevali, città murate - e di piccoli Comuni che hanno una particolare destinazione turistica. «La valorizzazione di questi centri, è il miglior modo di tutelare gli stessi paesi», ha spiegato in assemblea a Genova il presidente dell’associazione Paesi bandiera arancione Gazzola, «a beneficio di residenti e visitatori. E permette un’economia locale che diviene presidio territoriale, anche in termini di contrasto al dissesto idrogeologico, all’abbandono e allo spopolamento». «Il progetto “Gusta l’Arancione 2.0” punta a promuovere il marchio Bandiera arancione anche tra i turisti provenienti dall’estero, in particolare da Francia, Svizzera e Stati Uniti», spiega l’assessore Zago, che è stata delegata dal sindaco a sedere nel Consiglio nazionale dei paese Bandiera arancione e anche nel coordinamento regionale degli stessi membri. Rispetto al 2017, i paesi Bandiera arancione che si sono ritirati sono stati quattro, mentre altri 30 sono stati certificati in seconda istanza, dopo i suggerimenti prescritti dal Tci. Un migliaio, esattamente 998, paesi stanno portando avanti invece piani di miglioramento di ricezione turistica, ambientale ed urbanistica, per poter arrivare ad ottenere in futuro il marchio di qualità turistica del Tci. Occorre tenere presente che il 79 per cento dei 227 paesi Bandiera arancione ha aperto nell’ultimo triennio nuove strutture ristorative e i posti letto sono aumentati del 65 per cento. «In tal senso, a Saove sono aumentate le pizzerie, i ristoranti, la camere d’albergo e i B&B», sottolinea il sindaco Tebaldi, «quindi sono aumentati anche i posti letto». Per rispondere alla crescente presenza turistica dei 227 paesi certificati, nel 79 per cento dei casi sono stati attivati nuovi servizi dedicati. «Nel nostro caso abbiamo potenziato l’orario di apertura dell’Ufficio turistico Iat (chiuso solo il lunedì)», ricorda Zago, «e abbiamo installato i dispositivi con la guida digitale per Ipohone e Smartphone, davanti ai principali monumenti». •

Zeno Martini
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