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10.12.2018

Il compleanno della cantina è una gran festa

Soci e dipendenti della Cantina durante la cerimonia FOTOSERVIZIO DI VINCENZO AMATOIl presidente della Cantina sociale di Soave Roberto SorioloIl dg Bruno Trentini durante un’intervista, con il presidente Roberto SorioloEsterni della Cantina di Soave
Soci e dipendenti della Cantina durante la cerimonia FOTOSERVIZIO DI VINCENZO AMATOIl presidente della Cantina sociale di Soave Roberto SorioloIl dg Bruno Trentini durante un’intervista, con il presidente Roberto SorioloEsterni della Cantina di Soave

Sono arrivati a ondate: prima i soci alle 10, poi alle 11 i dipendenti, molti si sono fermati a mangiare; nel pomeriggio, insieme, soci e dipendenti per la benedizione, e avanti così fino a sera. «120 anni di bellezza, storia, passione e successi»: in questa frase si condensano i 120 anni di attività della Cantina di Soave, che ha accolto ieri circa quattromila persone nel corso dell’open day organizzato per festeggiare il compleanno della cooperativa, sorta nel 1898. Festeggiamenti che sono serviti al Cda e al management della cantina per mostrare lo stato di avanzamento dei lavori di ampliamento dello stabilimento di viale della Vittoria. Soci, accompagnatori, dipendenti e collaboratori, sono stati invitati a visitare le nuove strutture produttive: l’impianto di stoccaggio, il nuovo magazzino, il centro logistico con la distribuzione e le due nuove linee dell’impianto meccanizzato di imbottigliamento, che riesce a produrre 14 mila bottiglie l’ora e potrà raggiungere 80 milioni di bottiglie l’anno. Ai soci, che se ne sono andati molto soddisfatti, è stato mostrato l’oggi e il domani di un’azienda in costante crescita ed espansione, la prima cooperativa al mondo ad essersi meritata il premio Oscar del vino, l’Iwsc (International Wine and Spirits Competition) che quest’anno è stato conferito a Londra a Cantina di Soave, in qualità di miglior produttore di vino italiano. «Papà, che bello! Che grande! Ma tu lavori qui?»: l’entusiasmo di un bambino che saltellava e tirava il braccio del padre era autentico. E ha reso orgoglioso quel genitore di far parte della grande famiglia di viticoltori. «Non abbiamo ancora concluso i lavori», avverte il direttore generale di Cantina di Soave, Bruno Trentini, «l’inaugurazione dell’ampliamento dell’azienda sarà la prossima primavera. Oggi abbiamo mostrato ai soci per la prima lo stato di avanzamento dei lavori». «Un investimento che alla fine si aggirerà attorno ai 90 milioni di euro», fa sapere il nuovo presidente della cantina, Roberto Soriolo, «i produttori della cooperativa erano desiderosi di vedere il frutto dell’investimento. Così abbiamo tardato di qualche mese la celebrazione del 120 esimo della cantina, per mostrare ai soci a che punto si trovano i nuovi fabbricati e l’impiantistica». I 2.200 soci, con familiari e dipendenti, sono transitati dal nuovo centro direzionale. Una festa da condividere. «Attualmente sono in corso i lavori nella parte più vecchia dell’impianto», spiegano Trentini e Soriolo. A guardare le nuove linee di imbottigliamento, già entrate in funzione, sembra di essere nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, con tubi trasparenti nei quali viaggiano capsule e tappi di bottiglia e catene di produzione sulle quali corrono le bottiglie, che possono contenere vino bianco fermo, spumante o vino rosso, modificando la produzione in pochi secondi. «Quindici anni fa è iniziato il lungo percorso per giungere a questi ultimi due anni, nei quali si sono svolti i lavori per l’ampliamento a partire dal 2016», spiega il direttore generale Trentini, «l’amarezza è sapere che ci sono voluti dieci anni per le autorizzazioni necessare, un tempo lunghissimo per un’azienda». I 2.200 soci conferiscono le loro uve a questa realtà, coltivando circa seimila ettari vitati tra le province di Verona e Vicenza. Qui nascono ed escono le principali denominazioni della zona, dal Soave al Valpolicella, dal Durello al Garda, fino al Prosecco, che vengono esportate in bottiglia, in 60 Paesi del mondo. «Ci troviamo tra la fine dell’annata 2017, la più scarsa in termini di uve conferite degli ultimi decenni, 860 mila quintali», conclude il presidente Soriolo, da un mese eletto dai soci e subentrato ad Attilio Carlesso, «e l’annata 2018, la più abbondante degli ultimi anni. Nonostante abbiamo trattenuto qualcosa per poter fare questo investimento così rilevante, i soci quest’anno si sono spartiti 70 milioni di euro di utili». Grande soddisfazione anche da parte del sindaco di Soave, Gaetano Tebaldi, presente all’Open Day nella doppia veste di primo cittadino e di socio. «Parliamo della realtà economica più importante per il territorio di Soave», osserva Tebaldi, «una cooperativa che ha abbracciato tre secoli, superando guerre mondiali e la lotta alla filossera, a inizio Novecento, quando sembrava che qui non si potessero più coltivare viti». «Le amministrazioni locali sono sempre state vicine all’azienda, durante gli anni della progettazione e del rilascio delle autorizzazioni», ricorda il sindaco, «la burocrazia ha rallentato la cantina, ma alla fine siamo riusciti a superare i problemi. Per noi amministratori è un vanto avere una realtà produttiva così florida, che esporta il prestigio di Soave nel mondo». •

Zeno Martini
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